La serie tv La buona Stella, diretta da Luca Brignone e prodotta da Rai Fiction insieme a Paypermoon, porta lo spettatore tra ambienti urbani e coste incontaminate. Andrà in onda su Rai 1 dal 13 aprile 2026 ed è costruita su tre serate che intrecciano un crime investigativo con il ritratto di due vite che si incontrano per caso. Il racconto visivo passa da spazi ricostruiti in città a paesaggi naturali, mettendo al centro non solo i protagonisti — Miriam Dalmazio e Filippo Scicchitano — ma anche i luoghi che partecipano alla narrazione.
La scelta delle location è strategica: ogni scenario viene utilizzato per rafforzare il tono della storia e per riflettere lo stato d’animo dei personaggi. Il lavoro di scenografia ha trasformato luoghi quotidiani in ambienti di finzione credibili, mentre la Calabria si propone come un vero e proprio personaggio territoriale. Nel corso delle riprese hanno collaborato oltre cento professionisti locali tra tecnici, attori e comparse, valorizzando risorse umane e ambientali delle zone coinvolte.
Fiumicino: un municipio che diventa commissariato
Tra le ambientazioni principali spicca Fiumicino, utilizzata per ricreare il mondo di lavoro della protagonista, Stella. Il Palazzo Comunale è stato adattato e ridisegnato per ospitare il commissariato in cui lavora la poliziotta; gli interni e gli esterni hanno subito modifiche scenografiche tali da rendere la rappresentazione realistica e funzionale alla storia. Alcuni uffici amministrativi — fra cui quelli del Demanio, del Suap e del Condono — sono stati convertiti in set, dimostrando come spazi istituzionali possano assumere nuove identità nel contesto di una produzione televisiva.
Trasformazioni pratiche e attenzione al dettaglio
Il lavoro dietro le quinte ha richiesto coordinamento tra scenografi, tecnici e autorità locali per rispettare la realtà degli ambienti pur adattandoli alle esigenze narrative. Il risultato è un set che punta sulla verosimiglianza: dalle scrivanie e dai fondali alle insegne, tutto è pensato per immergere lo spettatore nella routine di un ufficio di polizia. Questa cura dei dettagli rende Fiumicino credibile come cornice di indagine e riflette la volontà di offrire scene con un sapore di realtà.
La Calabria protagonista: coste, borghi e natura
La seconda anima visiva della produzione è la Calabria, regione scelta per tre settimane di riprese che si sono snodate lungo diverse località. Tra i luoghi visitati figurano Crotone, Isola Capo Rizzuto, Cutro, Botricello e Lamezia Terme. Qui le inquadrature privilegiano spiagge selvagge, scogliere, colline e scorci di borghi che testimoniano una bellezza sia aspra sia intima. Questa geografia accompagna il viaggio di Simone e della sua famiglia, sottolineando tensione e speranza lungo una fuga che si svolge proprio sulle coste calabresi.
I luoghi come specchio dei personaggi
Per il regista Luca Brignone la Calabria non è solo uno scenario esteriore ma una discesa dentro i drammi dei protagonisti: la vastità del mare e l’isolamento dei paesini diventano lo specchio delle emozioni di Simone e Stella. Il camper, visibile in molte scene, assume un ruolo simbolico come organismo mobile che rappresenta precarietà e ricerca di salvezza. In questo modo il territorio dialoga col racconto, contribuendo al ritmo e alla tensione della trama.
Produzione, squadra e impatto sul territorio
Le riprese hanno coinvolto più di cento professionisti locali, evidenziando un investimento produttivo sul territorio calabrese. La collaborazione con la Calabria Film Commission ha facilitato le autorizzazioni e l’organizzazione logistica necessaria per montare un set a cielo aperto efficiente. Il cast comprende, oltre a Miriam Dalmazio e Filippo Scicchitano, attori come Francesco Arca e Laura Cravedi, che interpretano ruoli centrali nella vicenda: Valerio, un dirigente che ostacola Stella, e Alessia, ex moglie di Simone, che insieme alla figlia Giada vive la fuga e il rischio.
La formula narrativa unisce il ritmo del crime alla dimensione umana dei personaggi: una borsa di denaro rubata diventa l’innesco di una catena di eventi che mette in moto inseguimenti, scelte morali e rapporti personali complicati. Grazie alla scelta di location reali e a una scenografia attenta, La buona Stella offre sia un racconto avvincente sia una vetrina per luoghi spesso poco esplorati dalla fiction italiana.



