Django Unchained: uscita e recensioni dal web del film Tarantino

Il western – exploitation all’esame della critica

In uscita il 17 gennaio dell’anno prossimo, Django Unchained è uno dei titolo più attesi della stagione.

Vediamo cosa ha scritto la stampa anglofona che ha avuto modo di visionare la pellicola di Tarantino, interpretata da Leonardo Di Caprio, Jamie Foxx, Christoph Waltz e Samuel L.

Jackson

Peter Bradshaw del Guardian è pienamente soddisfatto, descrivendo il film come un piacere proibito per il suo carattere sfacciatamente giocoso e provocatorio:

Il film è messo in scena da Tarantino con un gusto superbo e audace per la provocazione, a cui si aggiunge una sferzata di crudeltà e una predilezione per il dileggio. Django, nel complesso, mostra quel particolare piacere, narcotico e delirante, che Tarantino sa ancora come conferire al cinema, qualcosa che ha a che fare con la manipolazione delle superfici.

È malsano, deplorabile e delizioso come una sigaretta proibita.”

Peter Debruge di Variety elogia la performance di Di Caprio e sopratutto la perfezione formale del regista:

Tarantino cita liberamente dai suoi espedienti stilistici preferiti, includendo zoom alla velocità della luce, l’inserto di un pezzo di cotone imbevuto di sangue e un’inquadratura di Dhango che entra in città incorniciata attraverso il nodo scorsoio di un impiccato. Ci sono due cose che Tarantino, come regista, ha perfezionato virtualmente – la messa in scena di un triello (la situazione di stallo in cui un trio di personaggi si tiene sotto tiro vicendevolmente) e l’avvitamento dialogico prolungato – ed esempi magnifici di entrambi sono presenti a Candyland. Rivelando seduttivamente un lato oscuro di cui il pubblico non è mai stato consapevole, Di Caprio interpreta Candie come un monello capriccioso, che sputacchia teorie di supremazia della razza bianca attraverso denti macchiati di tabacco.

Matt Singer di Screen Crush, per quanto ne abbia apprezzato la visione, mette in luce i difetti che impediscono a Django di essere un classico, anche nel corpus tarantiniano:

Django Unchained sembra quasi essere tre film in uno. Tarantino, apparentemente libero da ogni sorta di controllo creativo, non sa quando fermarsi. Ovviamente non si va a vedere un suo film per rigore e misura, ma si cerca uno stile eccessivo, azione, brio. Tuttavia da un film di Quentin Tarantino si pretende la sua perfetta struttura a incastro, come se fosse un puzzle: e Django però se la perde per strada.”

Todd McCarthy dell’Hollywood Reporter esprime alcune perplessità sulla figura del protagonista e sulla tenitura globale dell’opera:

“La struttura anedottica, quasi da odissea di questa lunga e loquace saga potrebbe essere considerata autoindulgente, ma Tarantino inietta il pesante materiale con una serie di tocchi giocosi, improvvisi e inaspettati che si è costantemente stimolati. Un cast stellare, un’azione forte ed elementi di commedia attrarranno l’ampio pubblico, anche se il disgusto per il tema trattato con irriverenza potrebbe far esitare qualcuno. Il più grande problema del film è che, specialmente nella seconda parte, il personaggio di Django si perde un po’ e non riesce a emergere come succede a Schultz, Candie e Stephen. Django è tutto risoluzione e determinazione ma un numero maggiore di dettagli avrebbero meglo reso la sua trasformazione da schiavo a pistolero eccezionale.”

LINK UTILI 

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Scritto da Style24.it Unit
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