Discoteca Village chiusa a Varese: “Stufi della vostra maleducazione”

"Siamo chiamati a fare i conti con persone sempre più irrispettose del nostro lavoro e che non hanno alcuna regola": la discoteca Village chiusa a Varese

La discoteca Village di Varese è stata chiusa e per una motivazione molto chiara: “Siamo stufi della vostra maleducazione”. Il titolare affida le sue ragioni ad un fulminante post social e spiega che con la chiusura non c’entra alcuna irregolarità, se non quella di una utenza che per parte maggioritaria a detta del gestore ha atteggiamenti cafoni.

Il 45enne Daniele Lamperti, titolare del locale, ha detto: “Abbiamo scelto di chiudere perché ci eravamo e ci siamo stancati della situazione che da tempo viviamo ogni serata, chiamati a fare i conti con persone sempre più irrispettose del nostro lavoro e che non hanno più nessuna regola”. 

Discoteca Village chiusa a Varese

La situazione è stata descritta meglio in un chiarissimo post Facebook, pagina seguita quasi da 18 mila persone che in un battibaleno ha fatto il giro di tutta Varese.

Come spiega il Corriere della Sera infatti  il “Village” è “uno dei pochi locali da ballo rimasti, l’unico di fatto in città, poco distante dalla Schiranna, proprio sul lago e con una trentina di dipendenti”. Ecco cosa recita quel post: “Al di là di qualsiasi vostra deduzione, interpretazione o invenzione non abbiamo chiuso perché ci mancano i permessi, perché ci hanno fatto chiudere, perché è successo qualcosa di irreparabile o perché non funziona l’impianto o per problemi tecnici come in precedenza abbiamo annunciato.

Abbiamo chiuso perché ci avete rotto il c….!”. 

“Litigi, arroganza e maleducazione”

E ancora: “Siamo saturi dei vostri litigi, la vostra arroganza, la vostra supponenza, la vostra maleducazione la vostra ignoranza, la vostra mancanza di rispetto per chi lavora, il vostro tutto dovuto, le vostre attese al cancello per ore aspettando uno sguardo amico per non pagare, per bere gratis, per sentirsi protagonisti con un bracciale del privé, siamo stufi del vostro ‘fammi il drink carico’, il vostro ‘Bro’, il vostro ‘Zio’ il vostro ‘Fra’ quando non sappiamo nemmeno chi siete”. Ma non è finita: “Siamo esausti dei vostri documenti falsi, quelli sul telefono, le vostre denunce di smarrimento, i vostri sono amico di…’”. Pochi mesi fa il territorio salì ai discutibili onori della cronaca proprio per le intemperanze, le risse e le violenze dei giovani.

Scritto da Giampiero Casoni
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