come diventare psicologa

Claudia Floreani

Studentessa di Lettere Moderne presso l'Università Statale di Milano, atleta negli 800 metri piani, capo scout, stagista presso Notiziario delle Associazioni di Varese, LaSettimana di Saronno e collaboratrice per donnemagazine.it.

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La psicologia è una disciplina molto affascinante, ma anche molto complessa.

Infatti gli psicologi professionisti si specializzano in una determinata branca della materia perché “dominarla” tutta è impossibile: esistono diversi tipi di psicologi per bambini, per adulti, per coppie, criminologi, per comunità, per aziende…

L’attività di questa professione consiste nell’analisi e nell’aiuto psicologico dell’individuo o del gruppo che ne ha la necessità. Prima di diagnosticare un problema, o una malattia mentale, lo psicologo studia attentamente la situazione specifica e cerca soluzioni alternative per migliorarla.

Per svolgere questo mestiere ci vogliono passione, predisposizione e attitudine. E’ importante essere una persona equilibrata e che non si fa eccessivamente coinvolgere dalle situazioni altrui, lo psicologo deve possedere sempre la lucidità mentale perché il suo intervento sia efficace.

La formazione dello psicologo avviene in 5 fasi
– Laurea triennale in scienze psicologiche. Esistono vari indirizzi:
o Pricologia delle organizzazioni e Psicologia del Lavoro: studio della mente umana e del comportamento in campo lavorativo.

o Psicologia clinica: studio della psicologia umana in ambienti clinici e medici come ricoveri ed ospedali.
o Psicologia cognitiva: studio del pensiero e delle sue facoltà
o Neuropsicologia: studio del cervello e del sistema nervoso e del loro influsso sulle abitudini e il comportamento umano
A Milano la triennale è unica mentre a Roma sono già divise in sperimentazioni.
– Master di 1° Livello OPPURE laurea biennale specialistica in psicologia (permette l’accesso al dottorato di ricerca triennale e alle scuole di specializzazione oltre che ai Master di II livello della durata di 1 anno).

– Tirocinio di sei mesi durante la laurea triennale, di 1 anno nella triennale
– Conseguire l’esame di Stato per poter accedere all’Albo degli psicologi (la sezione A è per i laureati con Laurea Magistrale, e la B per coloro che hanno conseguito solo la triennale)
– Lavorare: le formule più frequenti sono l’apertura di uno studio privato e la collaborazione come consulente, oppure l’ingresso in un ospedale accanto a figure quali lo Psichiatra (che è un laureato in medicina) e il terapeuta sociale.

Esistono poi ambiti più specifici dove lo psicologo può trovare impiego: nelle aziende come psicologo del lavoro o del marketing, di formazione e selezione del personale, nel settore ambientale, nello sport.

Una volta diventato psicologo si può passare da un’impiego all’altro ogni 30 Novembre dell’anno.
È importante che chi fa questa professione rimanga sempre aggiornato sulle novità della ricerca (spesso gli studi sono esteri, è quindi importante sapere molto bene l’inglese e consultare almeno mensilmente le riviste scientifiche divulgative per proseguire la propria formazione) e sui sistemi informatici.

Un modo utile per essere sempre a conoscenza delle novità è iscriversi all’APsl (Associazione Psicologi Italiani) e partecipare alle conferenze regionali e nazionali su diverse tematiche.
E’ inoltre molto importante la capacità di relazione con il paziente e con i suoi parenti, che spesso vivono il disagio di riflesso.

È una professione appassionante e appagante, ed è necessario molto studio e molta sensibilità.