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18 Luglio 2026

Colton Underwood: come il diventare padre ha cambiato identità e fede

Colton Underwood trasforma la propria storia in un audiolibro indirizzato a Bishop: un diario di verità, paternità e advocacy

Colton Underwood: come il diventare padre ha cambiato identità e fede

Colton Underwood apre un nuovo capitolo con Dear Bishop: A Letter to My Son, un audiobook scritto e narrato da lui, uscito in occasione della Festa del Papà e del Pride. Nel progetto, che mescola ricordi d’infanzia e confessioni pubbliche, Underwood ripercorre il suo percorso dal Midwest ai campi da football, dall’esperienza a The Bachelor alla rivelazione della propria identità. L’opera è pensata come una comunicazione diretta al figlio Bishop, ma parla anche a chi cerca modelli di autenticità e resilienza.

Un percorso di verità e accettazione

Per anni Underwood ha convissuto con una tensione interna nata dall’avere una mascolinità prescritta dalle dinamiche della NFL e della cultura popolare. Nascondersi, racconta, non è stato un singolo episodio ma un accumulo di sottrazioni: una pratica che diventa abilità e poi inganno. In questo passaggio l’autore descrive il lavoro quotidiano sulla propria salute mentale, tra terapia, piccoli rituali quotidiani e il ruolo chiave del self-talk. Il formato a lettere gli permette di evitare la retorica da palcoscenico: scrivere a Bishop impone un livello di sincerità che una tradizionale memoria pubblica non sempre offre.

Da nascondersi a raccontarsi

La scelta di rivolgersi a un unico lettore — il figlio — è voluta: Underwood spiega che una lettera toglie il filtro della performance e costringe alla concretezza emotiva. Vuole che, quando sarà il momento, Bishop sappia quanto amore abbia guidato ogni scelta dei suoi padri. Allo stesso tempo condivide come la ri-costruzione della fiducia in sé sia stata fatta di gesti piccoli ma costanti: respiri, passeggiate, terapia e la pratica di ripetere affermazioni positive fino a farle proprie.

Paternità: la realtà dietro il sogno

Underwood desiderava diventare padre fin da bambino e oggi quel desiderio è realtà: si è sposato con Jordan C. Brown nel 2026 e insieme hanno accolto Bishop nel 2026. Il cammino verso la genitorialità è stato pratico e complesso: problemi di fertilità, l’uso di una donatrice di ovuli e la scelta della maternità surrogata. L’ex atleta racconta con schiettezza le difficoltà logistiche e finanziarie, invitando le coppie gay a informarsi e a cercare chi ha già attraversato la strada per rispondere alle domande «non glamour» che nessuno racconta.

Scelte pratiche e emotive

Nel parlare di surrogacy Underwood sottolinea che è facile farsi risucchiare dalle tabelle e dalle decisioni tecniche: «la logistica rischia di mangiarsi il significato», dice, incoraggiando a conservare lo spazio per l’emozione. Per lui è stato importante stabilire regole morali e condividere responsabilità con il partner: essere genitori, spiega, non è esercizio di potere ma una custodia quotidiana. Non nasconde il desiderio di avere altri figli, sebbene riconosca le barriere economiche e mediche che molte coppie devono affrontare.

Mascolinità, fede e impegno pubblico

La paternità ha smontato molte delle definizioni tradizionali di mascolinità che Underwood aveva interiorizzato. Oggi la sua idea di essere uomo è meno legata alla prova e più all’esempio: vuole che il figlio non associ mai la tenerezza a una debolezza. Anche il rapporto con la fede si è trasformato: l’apertura pubblica della sua identità ha reso la relazione con Dio meno condizionata e più autentica. In passato ha persino messo in atto strategie d’auto-negazione per conformarsi, esperienza che condivide per mostrare quanto siano pericolose le aspettative sociali non esplorate.

Advocacy, creatività e progetti familiari

Oltre al memoir audio, Underwood ha portato la sua storia oltre il palcoscenico, lavorando per politiche di supporto alla salute mentale degli studenti atleti fino a presentare istanze a livello istituzionale: l’obiettivo è non solo sensibilizzare ma creare infrastrutture che supportino chi lotta nel silenzio. Con il marito ha anche lanciato Toddle, una linea di prodotti pediatrici approvati da pediatri che comprende schermi solari minerali e una gamma probiotica per pelle sensibile. Sul fronte professionale si dedica a produzioni creative dove può controllare il proprio racconto senza esaurirsi per la notorietà.

Non manca l’onestà anche sul lato pubblico: Underwood affronta commenti ostili con una strategia di difesa della serenità personale, scegliendo spesso di ignorare gli attacchi più violenti e concentrarsi sul ruolo di ponte educativo. In conclusione, il messaggio che attraversa l’audiolibro e la vita quotidiana è chiaro: la famiglia che costruisce con Jordan C. Brown è fondata su cura, intenzione e verità, e la sua speranza è che questa storia aiuti altri a immaginare modelli diversi di affetto e responsabilità.

Autore

Niccolò Conforti

Niccolò Conforti ha seguito il lancio di una startup napoletana in un incontro al Centro Direzionale, sostenendo una linea editoriale pro-innovazione nel settore fintech. Analista fintech, porta un dettaglio biografico: mantiene un registro delle prime pitch a cui ha assistito a Napoli.