Chi era Coco Chanel: tutto sulla stilista francese

Olga Luce

Olga Luce, nata a Napoli nel 1982, è diplomata al liceo classico. Scrive di cronaca, costume e spettacolo dal 2014. Il suo motto è: il gossip è uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo (quindi tanto vale farlo bene)! Ha collaborato con Donnaglamour, Notizie.it e DiLei. Oggi scrive per Donnemagazine.it

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Coco Chanel è stata una delle più importanti e influenti stiliste del ventesimo secolo.

Nata in estrema povertà, si fece strada grazie al proprio enorme gusto per la moda, grazie alla sua costanza e alla capacità di seguire i propri sogni.

Chi era Coco Chanel?

Non sono in molti a sapere che il vero nome della fondatrice di una delle case di moda più importanti del mondo non era Coco ma Gabrielle. Esistono molte leggende in merito al motivo per cui Gabrielle venne soprannominata Coco, ma la più fondata è quella secondo cui Gabrielle si guadagnò il proprio soprannome cantando nei café chantant intorno ai vent’anni.

“Coco” era il nome della protagonista di una delle canzoni che Gabrielle cantava più spesso.

Nata in una famiglia poverissima e rimasta orfana di madre, Gabrielle e le sue due sorelle vissero la propria infanzia in un orfanotrofio, accudite dalle suore del Sacro Cuore. Presso di loro la bambina imparò l’arte del cucito che le sarebbe stata così utile in futuro, e sviluppò un gusto estetico rigoroso e serio, profondamente influenzato dalle vesti sacre bianche e nere che indossavano le sue educatrici.

Dopo aver compiuto i diciott’anni, Gabrielle dovette lasciare l’orfanotrofio e si trasferì a casa di una zia, grazie alla quale approfondì le sue conoscenze sartoriali. In questo stesso periodo comincia a esibirsi nei café chantant, dove incontra il suo primo amante, Etienne de Balsan. Era il 1904, e Gabrielle aveva 21 anni. Etienne, nobile e benestante, chiese a Gabrielle di trasferirsi in un suo castello, nel quale già abitava un’altra sua amante.

Gabrielle si trasferì e cominciò a frequentare l’ambiente delle corse ippiche, sviluppando un certo gusto anche per i pantaloni da fantino e altri dettagli tipici dell’abbigliamento equestre.

Il lavoro è meglio dell’amore

L’amante di Coco le permise di allestire una piccola fabbrica di cappelli in un appartamento che possedeva a Parigi. Da lì partì la vera e propria rivoluzione di Coco Chanel, che propose alle done del 1904 uno stile completamente diverso da quello estremamente pomposo che all’epoca era di tendenza.

Cappellini di piccole dimensioni, con poche ma elegantissime decorazioni, divennero il marchio di fabbrica di Coco. La prima acquirente fu proprio l’altra amante di Etienne, che parlò dei cappellini di Coco alle sue facoltose amiche.

Nel frattempo Coco cominciò la relazione con Boy Capel, un famoso imprenditore che stava facendo la sua fortuna con l’industria del carbone. Capel fu il vero grande amore di Coco e il suo vero finanziatore.

Con l’appoggio e con i soldi di Boy, Coco riuscì ad aprire la sua prima vera boutique in Rue Combon. Nonostante il grande amore che li legava, Boy e Coco non si sposarono mai: un po’ per la forte differenza sociale tra le loro famiglie, un po’ perché Capel avrebbe voluto che Coco rinunciasse al lavoro, cosa che lei non volle mai fare.

La seconda bottega e il successo

Appena prima dello scoppio della Prima Guerra Mondiale, Coco aprì una nuova boutique in una famosa località balneare di Francia, riscuotendo moltissimo successo. Con lo scoppio della guerra Coco pensò di chiudere il negozio, ma Boy la convinse a tenere aperto e fu la sua fortuna: le donne francesi acquistarono in massa i comodi e semplici abiti di Chanel, adatti a periodi più duri e morigerati.

Il successo e l’apertura di un nuovo negozio portò Chanel a entrare in contatto con l’alta società internazionale, entrando in un circolo di intellettuali che comprendeva Pablo Picasso, Jean Cocteau e Igor Stravinsky.

Per loro curò anche i costumi di alcune piece treatrali.

Dopo la tragica morte di Boy, C0co cominciò una relazione con il Granduca Dimitrij Pavolovic che chiese al figlio del profumiere dello Zar di modificare una fragranza già esistente, a cui venne dato il nome di Chanel n.5. Secondo un’altra leggenda il nome nacque dal fatto che il profumo fosse la quinta fragranza proposta a Coco oppure, in un’altra versione, perché il 5 era il numero preferito da Mademoiselle.

A quel punto Chanel cominciò la produzione in serie di altri profumi.

La morte di Coco Chanel, spia nazista

Durante la Seconda Guerra Mondiale, Coco Chanel si schierò decisamente dalla parte dei nazisti, arrivando a tessere relazioni amorose con alcuni ufficiali. A causa delle sue conoscenze altolocate venne utilizzata come spia per intavolare trattative per un’armistizio con gli Inglesi. Il progetto, ideato da Himmler in persona, venne mandato a monte da un’assistente di Coco, che la denunciò agli inglesi come spia tedesca.

Nel 1953, dopo aver chiuso da tempo tutte le sue attività, Chanel partì per New York.

La maison Chanel riaprì un anno dopo, nel 1954: la nuova collezione venne accolta in maniera molto tiepida se non negativa dalla stampa, ma lentamente i consensi ricominciarono ad arrivare, soprattutto dall’America. Nel 1955 nasce la 2.55, una borsa rivoluzionaria trapuntata che poteva essere portata a tracolla liberando le mani delle donne che la indossano.

Ormai anziana e dopo aver raggiunto successi ineguagliabili, come l’Oscar della Moda che le fu consegnato nel 1957, Mademoiselle morì in una camera d’albergo nel 1971.