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Il nome di Claudio Locatelli in queste ore sta facendo il giro di tutti i siti di informazione e non solo, per via della sua reazione con tanto di espressione blasfema, scaturita da un colpo di mortaio proprio nel mentre si trovava nel bel mezzo di una diretta dall’Ucraina.
Ma il suo lavoro, o meglio, la sua “mission”, merita di essere conosciuta al di là di questo video che in brevissimo tempo è ovviamente diventato virale. Locatelli infatti non è un semplice giornalista, ma è uno di quelli che ha preso davvero sul serio l’espressione “andare oltre l’informazione”, per poterla raccontare.
Si stabilisce a Padova, dove intraprende gli studi di Psicologia e Neuroscienze e dove si occupa di coaching sportivo. Contemporaneamente porta avanti anche il suo impegno come giornalista freelance specializzato in aree di conflitto.
A Kabul Locatelli non ha solo documentato ciò che stava succedendo con i suoi interessantissimi reportage su Facebook, ma ha anche imbracciato il kalashnikov.
È stato liberato dopo tre giorni passati, come ha raccontato lui stesso, in prigione a Minsk senza né cibo né acqua.
Nell’intento di scusarsi l’ha poi ripetuta, probabilmente ancora teso per via del colpo improvviso. Una reazione sì scomposta, ma più che giustificata dalla situazione sicuramente non facile in cui si trova il giornalista.