Ciro Grillo, il racconto della ragazza: “Così mi hanno violentata”

"Così mi hanno violentata": la testimonianza della ragazza in cui racconta i precedenti momenti e quelli successivi al presunto stupro di gruppo.

“Così mi hanno violentata”: la testimonianza della ragazza, agli atti dell’indagine, è riportata in un articolo di Gianluigi Nuzzi per La Stampa, in cui racconta i precedenti momenti e quelli successivi al presunto stupro di gruppo di cui il Figlio di Grillo, Ciro e dei suoi amici Francesco Corsiglia, Edoardo Vittoria e Vittorio Lauria sono accusati.

Ciro Grillo, il racconto della ragazza che lo accusa di stupro

Tutto inizia il 17 luglio 2019 quando la ragazza si sveglia piangendo nella villa di Cala di Volpe. Quando la sua amica le chiede cosa è successo, lei le rivela che è stata violentata.

La ragazza atterra in Sardegna il 5 luglio per trascorrere le vacanze insieme alla sua amica e alloggiano in un Bed & Breakfast a Barrabisa, a Palau. Il 16 luglio, verso la mezzanotte, vanno al Billionaire dove hanno un appuntamento con alcuni dei loro compagni di scuola, una coppia e un ragazzo.

Proprio questo ragazzo conosce Ciro Grillo e i suoi amici che li ospitano al tavolo privato prenotato da Ciro stesso. La serata in discoteca scorre piena di divertimento e spensieratezze.

Le ragazze affermano di avere bevuto vodka, mentre Ciro e gli amici hanno bevuto Redbull. Durante la sera tra Silvia e Ciro ci sarebbe stato anche un bacio, ma niente di più. Verso le 3:30 gli amici delle due ragazze vanno via, mentre loro restano al Billionaire insieme ai quattro ragazzi fino alle 5 circa.

All’uscita dal locale, le due ragazze, non trovando un taxi, vengono invitate alla Villa.

Dai venite a fare due spaghetti da noi, poi vi riaccompagniamo domattina al bed&breakfast, abbiamo l’auto a casa, nessun problema

Le ragazze, accettano e arrivano alla villa alle ore 5.30. Una delle ragazze cucina gli spaghetti, mentre i ragazzi continuano a bere. Ma qui le storie non coincidono più. Le ragazze sostengono che i quattro hanno continuato a bere, mentre i giovani dicono che il loro comportamento era normale.

Secondo la testimonianza della ragazza, Francesco Corsiglia, accompagna la ragazza a prendere delle coperte e prova un primo approccio sessuale contro la volontà della giovane, ma lui la afferra, la sbatte sul letto e la bacia sulla bocca. Il ragazzo, nella testimonianza, riduce al minimo l’incidente.

Poco dopo, anche l’altra ragazza decide di andare a dormire e viene accompagnata da Corsiglia nella sua stanza. Lui rimane lì, nonostante il parere contrario della ragazza, la raggiunge sul letto e la costringe a un rapporto completo.

Lei cerca di scappare e dice che gli altri ragazzi erano sulla porta per bloccare la sua uscita. Nel verbale si legge:

Chi rideva. Chi commentava. Silvia è fisicamente più debole, i giovani sono tutti ben palestrati

La ragazza poi riesce a liberarsi e a raggiungere il bagno, ma Corsiglia la raggiunge e “la spinge nella doccia per un altro rapporto contro la sua volontà”

Il mattino dopo

La ragazza vuole lasciare la villa e cerca il telefono per chiamare un taxi, ma i ragazzi la convincono a rimanere a casa. Dopo essere rimasta a casa, lei inizia a piangere e i ragazzi le chiedono il motivo:

Lo sapete benissimo, Francesco mi ha fatto male e voi non siete intervenuti

Dopo questa affermazione, Grillo, Lauria e Capitta avrebbero costretto la ragazza a bere vodka tenendola per i capelli. Da qui, i ricordi della ragazza si offuscano. Ricorda che Lauria l’avrebbe invitata a “dormire in camera”, ma che non capiva più nulla a causa dell’alcool. Gli altri la raggiungono e la violentano a turno finché non perde conoscenza.

Alle 14.45, l’amica della ragazza violentata si sveglia e trova la sua amica paralizzata dalla paura. Infatti, l’amica della vittima ricorda: “C’era mutismo da parte di tutti”.

Le ragazze poi si rivestono e vengono accompagnate dai ragazzi ad Arzachena dove prenderanno un taxi per tornare al B&B. Il titolare del B&B racconta che:

Quel pomeriggio le ragazze non erano più le stesse. Poi sono rimaste, credo ancora una settimana ma non erano più le stesse

La ragazza violentata vuole andare in farmacia per comprare la pillola del giorno successivo, dato che i ragazzi non avevano usato i preservativi. Nel pomeriggio la ragazza va alla lezione di kite surfing a Porto Pallo.

I genitori della ragazza arrivano in Sardegna il 19 luglio. Inizialmente la ragazza non voleva dire nulla ai genitori, ma poi è scoppiata in lacrime confessando il tutto alla mamma. Nel frattempo i ragazzi, impauriti, si scambiavano messaggi su Whatsaap: “Ho paura che quella ci ha denunciato” scrive Capitta. “3 vs 1” risponde un altro dei giovani.

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