Cinque fiction Rai al Festival internazionale della Tv: ecco gli attori ed i film italiani in gara nel Principato di Monaco

9Colonne) -Roma, 3 giugno (citare la fonte).

Il 49° Festival Internazionale della Televisione valorizza la Rai ed ignora il polo commerciale del Bel Paese.

Cinque produzioni della tv pubblica saranno in concorso alla 49ª edizione della cosmopolita rassegna in programma al Grimaldi Forum del Principato di Monaco dal 7 all'11 giugno.

Evento mondano ,oltre che artistico, la kermesse offre le proiezioni pubbliche di film e documentari in anteprima mondiale. Il pubblico ed i fans possono incontrare dal vivo gli attori ospiti nel corso di una serie di appuntamenti glamour e chic organizzati da società di produzione, TV network e studi televisivi.

Per l'Italia, sono in corsa per il riconoscimento denominato Nymphe d'Or le fiction, I Viceré, Il Commissario Manara, Tutti Pazzi per amore, Il Bene e il Male ed il documentario di Rainews 24, L'Accusa del veterano-La terza bomba nucleare.

Assieme a questi prodotti, gareggia per ricevere il premio di migliore attore un nutrito plotone di interpreti.

Guidato idealmente dal settantaquattrenne Lando Buzzanca, è composto da Bianca Guaccero, Antonia Liskova, GianMarco Tognazzi, Marco Falaguasta, Guido Caprino, Emilio Solfrizzi, Neri Marcore, Stefania Rocca, Carlotta Natoli, Roberta Giarrusso e Jane Alexander.

Per il "mattatore" siciliano, indicato dalla critica come campione della commedia all'italiana di genere scollacciato, la candidatura come interprete drammatico dei Viceré è un risarcimento per le sue doti meno conosciute dal grande pubblico.

Tutti i film italiani in concorso, come detto, sono targati Rai.

I Viceré, interpretato da Cristiana Capotondi, Alessandro Preziosi e Lando Buzzanca, reinventa il famoso romanzo omonimo di Federico De Roberto. Il libro dello scrittore catanese, scritto alla fine dell'800, è la saga di una nobile e potente famiglia che vive nella città etnea ed è disposta a preservare con cinismo il proprio ruolo di protagonista sociale alla caduta del regno borbonico. Il complesso racconto delle ossessioni, dell'avidità, dell'odio e dei tradimenti di una casta opportunista e pronta a cambiare per salire sul carro del nuovi vincitore offrì un modello a Tomasi di Lampedusa, che si ispirò al capolavoro di De Roberto per comporre Il Gattopardo. La versione cinematografica è stata distribuita nelle sale nel 2007 e riproposta come miniserie in due parti in tv a novembre dell'anno successivo.

La serie drammatica Il Bene e il Male è invece una originale rivisitazione dei valori etici enunciati nel titolo. Il giallo esplora l'aspetto umano di due gruppi di persone , poliziotti e criminali, che hanno scelto percorsi di vita opposti. Indaga nel loro passato, ripercorre le loro storie, e gli eventi che hanno spinto ciascuno di loro a scegliere il bene o il male. Il film poliziesco diventa così una riflessione filosofica insolita su una coppia di valori usata di solito nelle fiction come puro espediente drammaturgico. Il conflitto interiore dei personaggi è riassunto dalla Giudice Mariella, che dice:"Il mio lavoro è semplice, mi offre le regole. Il bene da una parte il male dall'altra. Nella vita privata, invece, le regole non le ho mai trovate." Ha prodotto la fiction, trasmessa dalla Rai a gennaio, la Albatross Entertainment in collaborazione con Raifiction.

La partecipazione al Festival monegasco riconferma il valore di Tutti pazzi per amore e de Il Commissario Manara, fiction dalle caratteristiche originali già esaltate dalla critica.

La prima serie racconta la storia d'amore tra due persone comuni con una formula inedita per l'Italia, in cui gioca un ruolo essenziale la musica. I personaggi esprimono i loro stati d'animo e i loro sentimenti intonando in ogni puntata alcune canzoni, in una messinscena che intreccia il musical alla commedia brillante.

Manara è invece un poliziotto anticonformista e sopra le righe, pasticcione ma efficace, a cui ha dato vita con grande brio Giudo Caprino, esordiente sul piccolo schermo.

Maurizio Torrealta , redattore di Rainews24, ha invece scritto una coraggiosa pagina di giornalismo di inchiesta. L'Accusa del veterano-La terza bomba nucleare ricostruisce un episodio inquietante denunciato da un ex militare statunitense. Il veterano accusa l'esercito Usa di aver usato del fosforo bianco durante la guerra in Iraq , nella battaglia di Fallujia. La bomba nucleare fu lanciata tra la città irachena di Bassora e il confine con l'Iran ed avrebbe provocato nella zona un forte sisma, che il cronista documenta con le testimonianze di colleghi e di esponenti di organizzazioni internazionali che hanno il compito di monitorare le attività nucleari.

Scritto da Style24.it Unit
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