Chirurgia estetica: quando i ritocchi sfuggono di mano

La chirurgia estetica è un argomento delicato. Cosa dice l’Associazione italiana di chirurgia plastica estetica?

La chirurgia estetica è un argomento delicato che troppo spesso viene trattato in maniera superficiale. Soprattutto nella società liquida, per citare le parole di Zygmunt Bauman, in cui viviamo, veniamo bombardati continuamente da canoni estetici di riferimento un tantino esagerati. Ma cosa dice l’Associazione italiana di chirurgia plastica estetica? Vediamo di fare chiarezza.

La parole dell’Associazione

L’Associazione italiana di chirurgia estetica, considerando che spesso nei programmi televisivi viene affrontato il tema degli interventi di bellezza, ha deciso di intervenire sul tema. Lo scopo è quello di fare chiarezza, di non sognare da dietro uno schermo, rincorrendo canoni estetici esagerati. Soprattutto con l’arrivo della bella stagione siamo invasi da programmi Tv a tema e da spot di prodotti dietetici che promettono miracoli. Negli ultimi anni, anche i social si sono riempiti di nutrizionisti improvvisati, senza alcun titolo di studio adatto, che assicurano una perdita di peso se si assumono determinati prodotti.

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Niente di più sbagliato, ma procediamo con ordine. Cosa consiglia l’Associazione italiana di chirurgia estetica? L’AICPE informa: “Il problema è che l’argomento è affrontato in modo spesso sbagliato e polemico, con il risultato che al pubblico arrivano messaggi sbagliati o distorti: come società scientifica non possiamo accettarlo, i pazienti devono fare attenzione nella scelta per non finire nelle mani di persone con pochi scrupoli. È importante informare correttamente i pazienti e aiutarli a compiere scelte consapevoli”.

L’Associazione ha voluto stilare una sorta di vademecum con i cinque concetti fondamentali sulla chirurgia plastica, affinché i pazienti possano scegliere liberamente e consapevolmente.

I 5 punti da tenere sempre bene a mente sono: La chirurgia non fa miracoli. I miracoli non esistono e ci sono interventi che non solo non permettono di raggiungere il risultato promesso, ma mettono anche a rischio la salute. Un esempio è quando si parla di interventi di liposuzione con asportazione di 9 litri di grasso, una quantità davvero troppo elevata: la media infatti è di 2-4 litri, o meglio, al massimo del 5% del peso corporeo.

Già questo primo punto fa riflettere: dubitare sempre di chi promette risultati facili e immediati. Ricordate, ad esempio, Alessandra Pierelli? La bellissima ragazza scelta da Costantino Vitagliano nella primissima edizione del trono classico di Uomini e Donne. Bene, Alessandra, dopo un intervento di liposuzione ha rischiato la vita ed è stata ricoverata per oltre un mese in condizioni critiche. Di esempi ce ne sono infiniti, nel mondo dello spettacolo, così come in quello di noi comuni mortali.

Andiamo al secondo punto: No agli studi improvvisati. La chirurgia plastica estetica deve essere realizzata in un ambiente adatto e con personale competente. Basta una laurea in Medicina e Chirurgia per eseguire qualsiasi tipo di intervento ma uno specialista ha più competenze per farlo. È anche possibile verificare la sua appartenenza a società scientifiche come Aicpe, che selezionano i loro soci, per una maggiore certificazione di competenza e qualità. Accertarsi sempre del medico a cui si decide di affidare la propria vita, perché, anche se solo per un intervento, è sempre la tua vita che viene messa in gioco. Ricordate che online sono disponibili albi specifici che indicano medici e relative specializzazioni. Il terzo punto è ciò che spesso trae in inganno: Attenzione al costo troppo basso. Dietro a un intervento di chirurgia plastica o medicina estetica con un prezzo basso cresce il rischio che si utilizzi materiale di scarsa qualità o che si operi in strutture che non rispettano tutti gli standard di sicurezza. Quando si tratta di salute, non si dovrebbe badare a spese. Un intervento, laddove sia realmente necessario, non può essere scontato, non è un jeans che si acquista al miglior prezzo. Quarto punto, che si collega a tutti gli altri: Informarsi sempre. È sempre bene informarsi prima di decidere, valutando bene sia il medico a cui ci si rivolge sia la struttura in cui opera. Ci si deve documentare anche su internet e non avere timore di fare domande allo specialista sulla sua preparazione ed esperienza: se è un professionista serio ti risponderà senza problemi. Ricordate che nessun medico che si rispetti, accetta senza proliferare parola un intervento di chirurgia estetica. Ci sono incontri propedeutici, in alcuni casi anche con un supporto di uno psicoterapeuta, che devono indagare il reale bisogno dell’intervento. Il paziente deve essere consapevole di ciò che sta facendo e degli eventuali rischi a cui va incontro, sempre. Ultimo punto, ma non meno importante: A proposito di regole. Purtroppo nel settore della chirurgia e medicina estetica manca una normativa nazionale: le regole cambiano di regione in regione e questo rischia di causare confusione nel paziente. Onde evitare problemi quindi è sempre meglio affidarsi a professionisti seri e preparati. Documentarsi è la parola d’ordine, scegliere con cura sia il medico che la struttura. Quest’ultima, in particolare, deve essere sempre attrezzata con sale di rianimazione, perché, qualora sorgessero complicazioni, un intervento tempestivo è di vitale importanza.

Ottima scelta questa dell’Associazione italiana di chirurgia estetica, consigli brevi e incisivi. Un vademecum utile non solo per gli interventi di chirurgia estetica, ma per tutti i campi di operazione.

Esagerare con la chirurgia

Ogni giorno possiamo vedere chi, della chirurgia estetica, ne ha fatto uno stile di vita. Un esempio recente è Rodrigo Alves, meglio noto come il Ken umano. L’uomo, ospite per qualche giorno al Grande Fratello, ha raccontato ai compagni dei ben sessanta interventi estetici ai quali si è sottoposto. Con l’ultimo ha rimosso quattro costole per avere la vita più sottile. Peccato che l’operazione non ha avuto la riuscita sperata, tanto che l’uomo si è detto pentito. Oltre a non aver ottenuto l’effetto desiderato, i dolori sono ancora molti e se non indossa un corpetto molto stretto non si nota nulla. Che dite, questa continua ricerca della perfezione è un male o un bene? Io opterei per la prima.

Scritto da Fabrizia Volponi
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