Caro ministro, Santoro non è antisemita ma solo (a volte troppo) fazioso

Il ministro degli Esteri Frattini, forse con la volontà di spararla grossa per conquistare qualche titolo in più sui giornali, ha accusato Michele Santoro di farsi promotore di un sentimento e un linguaggio antisemita, aggiungendo che la sua trasmissione è un esempio di quello che una tv democratica non dovrebbe mai fare.

Il giornalista della Rai ha risposto a stretto giro dichiarandosi sbigottito per l'accusa di Frattini e chiedendo le scuse del ministro, il quale in effetti ha poi parzialmente corretto il tiro.

Ovviamente accusare Santoro di antisemitismo è una sciocchezza, ma certamente la trasmissione di Anno Zero della scorsa settimana, dalla quale sono nate le critiche del ministro degli Esteri e di molti altri, è stata un esempio di cattivo giornalismo. Perché si può essere faziosi anche con intelligenza, se ci si schiera in modo ragionato e con misura, ma costruire una trasmissione a tesi su una questione così complessa e delicata come il conflitto israelo-palestinese è davvero una scelta imperdonabile.

Perché parliamo di una vicenda che accende gli animi, che tocca le vite di milioni di persone in tutto il mondo e dove ragioni e torti sono talmente ingarbugliati e confusi che chi pretende di identificare una parte con i buoni e l'altra con i cattivi più che un'operazione partigiana compie proprio una stupidaggine.

E la puntata della settimana scorsa di Anno Zero su Gaza era costruita in questo modo, era pensata per presentare solo le ragioni dei palestinesi.

Per fare solo un esempio, lasciando da parte per carità di patria la sfuriata finale del conduttore contro i politici europei, ad un certo punto del programma è stato intervistato un cuoco palestinese, sbucato fuori da non si sa dove, che senza il minimo contradditorio ha avuto la possibilità di sostenere le cose più assurde, come che Israele rifornisce di armi Hamas . Che è un po' come sostenere che gli ebrei abbiano finanziato il nazismo o che saltassero di gioia entrando ad Auschwitz. Si può fare giornalismo in questo modo?

Per non parlare delle vignette di Vauro (il disegnatore satirico della trasmissione), che voleva disegnare una croce per ogni bambino morto a Gaza. Forse bisognerebbe ricordargli che in questi anni è morto anche qualche bambino ebreo, o sbaglio? O per non discutere della lite in diretta tra Santoro e Lucia Annunziata, che bene ha fatto ad andarsene di fronte a un giornalismo così scadente e ad un conduttore che sembrava avere perso il controllo del programma.

Tutto questo lo dice un ammiratore di Santoro, che è un giornalista intelligente e coraggioso. Ma questa volta, spiace dirlo, hanno pienamente ragione i suoi critici (Frattini a parte che ha davvero esagerato). C'è tempo per rimediare.

Scritto da Style24.it Unit
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