C’è chi dice no: film socio-impegnato, con Luca Argentero

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È uscito in questi giorni (ovvero il classico venerdì cinematografico) C’è chi dice no, commedia generazionale-sociale-impegnata-ma-non-troppo di Giambattista Avellino.

Tra le star del cast Luca Argentero, Paola Cortellesi, Paolo Ruffini e il decano del teatro Giorgio Albertazzi.

Il film prosegue questo nuovo filone che si è venuto a creare negli ultimi anni, ovvero quello della commedia carina, garbata e ben confezionata che ha qualcosa da dire. Una ventata d’aria fresca, per quanto non si tratti in genere di veri e propri capolavori, se rapportata con le schifezzine mucci-mocciane (un neologismo di cui mi assumo la paternità con vergogna).

Il peccato originale di queste pellicole, per quanto poi fosse anche una caratteristica della commedia all’italiana (superato però con la grande qualità), è il loro svilupparsi attorno ad un tema di stretta attualità, che col passare del tempo perderà urgenza e necessità: in C’è chi dice No, infatti, i tre protagonisti dichiarano guerra aperta ai raccomandati, causa della loro situazione lavorativa inesistente. Prima decidono di sottoporre i loro diretti concorrenti a burle feroci (ma scambiandosi gli obiettivi per non essere facilmente identificati quali colpevoli) e poi si imbarcano in politica fondando il partito dei “pirati del merito”.

Il tutto andrà a finire a tarallucci e vino, ma non si può dire che non ci abbiano provato. Riflessioni e critica sociale di grana grossa, ma in questi tempi di crisi bisogna prendere per oro colato qualunque iniziativa tenti di smuovere un po’ le acque stagnanti del nostro Paese, a cannonate o anche solo con qualche sassolino colorato a pois.