Mattel e inclusività: arriva la Barbie calva, con vitiligine e protesi

Fabrizia Volponi

Fabrizia Volponi nata ad Ascoli Piceno nel 1985. Laureata in "Scienze Storiche" e in "Scienze Religiose", sono da sempre appassionata di lettura e di scrittura. Divoro libri e li recensisco sul mio Blog Libri: medicina per il cuore e per la mente. Lasciatemi in una libreria, possibilmente piccolina e vintage, e sono la donna più contenta del mondo.

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La Mattel cerca sempre di stare al passo con i tempi e portare avanti la battaglia a favore dell’inclusività.

Proprio per questo motivo, l’azienda ha lanciato tre nuove Barbie: la calva, quella con vitiligine e quella con protesi. Dopo il modello in carrozzina, la bambola più amata di sempre ha allargato ancora una volta la sua già grande famiglia.

Barbie calva, con vitiligine e protesi

La prima Barbie sbarcata sul mercato, correva l’anno 1959, si chiama Barbara Millicent Roberts. Creata da Ruth Handler, la bambola doveva rappresentare quello che le bambine sognavano di diventare.

Come nasce la prima Barbie? La sua creatrice ha più volte dichiarato che l’ispirazione le venne guardando la figlia Barbara che giocava con alcune bambole di carta. La bimba e le sue amiche si divertivano inventando le loro vite da adolescenti e adulte, immaginandole in tanti ruoli: da studentesse del college a donne in carriera, passando per mamme alle prese con tanti pargoli. Ed è così che Ruth Handler ha lanciato sul mercato la prima Barbie.

Da questo momento sono trascorsi 61 anni e, a partire dal 2015, la Mattel ha creato la linea Fashionistas. Questa è diventata la battaglia personale che l’azienda ha voluto fare per rendere l’inclusività – perdonatemi il gioco di parole – davvero inclusiva. 5 tipi di corporatura, 22 carnagioni, 76 acconciature, 94 colori di capelli e 13 di occhi: questo è quanto propone la linea Fashionistas. Alla già grande famiglia che vede Barbie di colore, in carrozzina, curvy e di bassa statura, si uniscono altri tre modelli: una di colore con protesi dorata alla gamba, una calva e una con la vitiligine.

A loro, poi, si aggiunge anche un altro Ken. A differenza dei suoi predecessori, il nuovo macho ha capelli lunghi e fluenti.

La battaglia all’inclusività

Quella che la Mattel ha messo in campo è una vera e propria battaglia a favore dell’inclusività.

Molto probabilmente, la spinta per compiere questo enorme passo è arrivata quando l’azienda è stata inondata di critiche. Queste ultime attaccavano gli ideatori della bambola più venduta di sempre per la creazione di Barbie che rappresentavano per lo più un ideale irraggiungibile: altezza, magrezza, curve al punto giusto, capelli fluenti e sorriso perfetto. Insomma, far crescere i bambini insegnando loro che per essere belli si deve essere perfetti è stata la molla che ha fatto scattare le critiche e che, di conseguenza, ha fatto capire alla Mattel che il cambiamento era necessario.

L’azienda si è così messa al lavoro per creare una linea che si discostasse il più possibile da un modello standard di bellezza. Le Barbie Fashionistas sono già in vendita. Su Amazon, ad esempio, hanno un prezzo che parte da 8,99€ a salire.