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Un viaggio nell’universo maschile: barberia, il regno dei gentiluomini

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Per capirci di più sull’universo maschile, abbiamo intervistato Roberto e Gabriele, fondatore assieme ad Angela di un vero tempio della cura maschile.

Amare sé stessi è l’inizio di una storia d’amore lunga tutta la vita. È passato circa un secolo da quando Oscar Wilde scrisse queste parole che ora sembrano essere tornate in voga più che mai. Curare sé stessi è una delle priorità maggiori di questo periodo e gli uomini hanno cambiato totalmente il loro punto di vista. Per iniziare questo viaggio attraverso i meandri più sperduti della mente maschile ho deciso di scambiare quattro chiacchiere con due giovanissimi ragazzi, Roberto e Gabriele, l’ultimo, fondatore assieme ad Angela, di Razzz Club. Un luogo di culto per la cura di ogni uomo.

Le barberie nascono come luogo adatto per il benessere maschile. Club eleganti, posti unici e riservati che servono non solo per ritornare ad amare sé stessi ma anche per scambiare idee, punti di vista e pensieri per soli gentiluomini.

La storia di questo luogo ha origini antichissime infatti basta pensare che il simbolo più celebre, risale al Medioevo, il famoso “barber pole”, il palo raffigurante una spirale a strisce bianche e rosse, nella versione americana anche blu significava che il barbiere non tagliava solo barba e capelli, ma offriva anche servizi medici, come il salasso, l’incisione di ascessi, l’estrazione di denti marci e la rimozione di pidocchi e zecche.

Fortunatamente dopo il 1700 tali compiti sono diventati obbligo dei medici e le barberie son tornate ad essere le maison di servizi dedicati a rasature e servizi per l’uomo.

Da quel momento ad ora, il mondo barber ha subito diverse evoluzioni, da tempio centrale nella vita di ogni gentleman fino all’unisex. Ma ora la storia è diversa, le barberie sono un fulcro centrale, caratterizzate da elementi storici rivisitati in chiave moderna.

Cosa è il mondo barber?

Il mondo barber nasce come un’esperienza a 360° nell’universo maschile, se negli anni il parrucchiere ha preso sempre più la forma della necessità, ovvero DEVO tagliarmi i capelli, le barberie hanno rivoluzionato tutto. I due ragazzi spiegano quanto sia importante per il cliente trovare il loro mondo, quindi non solo la cura della loro pelle, della loro barba e dei loro capelli, i club appunto nascono come punto d’incontro per soli uomini dove spesso è più importante il tempo passato all’interno che il trattamento in sé. In tempi così frenetici dove tutti andiamo di corsa e l’orologio sembra scorrere velocissimo, abbiamo bisogno di tempo per noi. E il mondo barber più che limitarsi al taglio di capelli ti regala un’esperienza, un angolo di pace, un’ ora di coccole anche per i più rudi gentiluomini.

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Il ritorno in auge

L’idea che l’uomo non abbia mai avuto amor proprio è totalmente errata. All’inizio degli anni ’50 le barberie erano super affollate, basette e barba quotidianamente rasate, acconciature mai fuori posto. Poi le tendenze cambiano, il mondo si evolve e di pari passo con un milione di altre cose anche questo piccolo universo a sé stante ha perso colpi. Successivamente grazie a ragazzi come Gabriele e Roberto che hanno intuito come in realtà l’essere umano sia ciclico, il tornare ad investire nella cura dell’uomo ha dato frutti concreti.

Non solo barba e capelli ma anche nel vestiario c’è stato un passo indietro, ad esempio il vintage è tornato a gamba tesa nel mondo della moda e l’r&b ha totalizzato milioni di visualizzazioni streaming su ogni piattaforma musicale.

D’altronde se nei saloon di tutta America era presente l’angolo barberia, perché non ricrearlo anche ora?

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La cura del cliente

La barberia tenta di ricreare a pieno l’ambiente domestico, di far si che il cliente possa sentirsi veramente a proprio agio. Entrare in un club di questo tipo non significa solo tagliarsi i capelli o sistemarsi la barba, Gabriele e Roberto ci raccontano quanto è importante offrire ai clienti servizi ricercati: “ La scelta dei nostri prodotti è altamente selettiva, quando un cliente entra nel nostro negozio, sa che le nostre materie prime sono uniche, birra artigianale alla spina, prodotti biodinamici si può dire che entra in un universo totalmente nuovo rispetto a quello a cui è legato il concetto di cura dei capelli. Gli offriamo un caffè, lo facciamo sedere sul nostro divano in pelle e può scegliere di leggere un quotidiano o un libro direttamente dalla nostra libreria”.

Dal momento in cui un cliente siede su quella poltrona, gli si apre un vastissimo scenario di opzioni differenti per necessità differenti, si passa dalla classica rasatura della testa o del viso a macchinetta o a lama al taglio classico preceduto da consigli di styling da parte dei ragazzi.
Soffermandoci invece sull’aspetto tecnico del lavoro, tutti i prodotti utilizzati durante i loro servizi sono naturali, biologici e organici cercando di eliminare totalmente l’uso della plastica, i contenitori in vetro ed alluminio sono riciclabili all’infinito.
Ma quello che differenzia maggiormente una barberia da un parrucchiere sono i dettagli: i trattamenti alla pelle del viso con panno caldo o freddo o trattamenti alla barba.

Spesso gli uomini scordano di prendersi cura di loro stessi a casa, ma chi è del mestiere sa invece quanto è importante ogni singolo passaggio e pensa a renderlo perfetto.

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Il mondo barber e i social

Se il fenomeno social network ha cambiato il mondo in toto, il fantastico universo delle barberie non poteva esserne certo escluso. Siamo costantemente bombardati da immagini e punti di riferimento virtuali, che il voler assomigliare a qualcuno è forse il minore dei mali. Ma andando nello specifico i due ragazzi ci raccontano quanto per il loro lavoro è necessario avere modelli di tendenza.
L’uomo come più volte ripetuto dedica maggior tempo a sé stesso, gli piace apparire e apparire in ordine lo gratifica ancora di più, di questi tempi non esiste pubblicità migliore di uno scatto per rendere giustizia al posto in grado di soddisfare a pieno le proprie esigenze.
Attraverso i loro canali social i due ragazzi devono cercare di trasmettere al meglio quello che si vive dentro quelle mura, quell’esperienza che vale la pena ricordare. Il miglior modo per farlo è unire talento e comunicazione, un connubio perfetto. Per ampliare i propri margini di crescita e far sì che ogni consumatore non resti solamente estasiato dalla bravura di questi giovani c’è bisogno di farsi conoscere, c’è bisogno di urlare al mondo: Il paradiso dell’uomo è qui.

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