Arriva la nuova direttiva del ministro Piantedosi contro le navi ONG

Niente più navi ONG nelle acque italiane. Vediamo di che si tratta nella nuova direttiva del ministro degli Interni Piantedosi.

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha firmato una stretta sulle ONG dopo l’incontro con il capo della Guardia costiera l’ammiraglio Nicola Carlone che ha illustrato la situazione nel Canale di Sicilia dove al momento sono presenti due navi con a bordo 326 migranti soccorsi.

Arriva la nuova direttiva del ministro Piantedosi contro le navi ONG: ecco di cosa si tratta

La direttiva Piantedosi definisce la condotta delle due imbarcazioni, la Ocean Viking e la Humanity One, non “in linea con lo spirito delle norme europee e italiane in materia di sicurezza e controllo delle frontiere e di contrasto all’immigrazione illegale”. Nella nota del Viminale si legge che si sta valutando di negare l’accesso alle due navi nelle acque italiane.

Come è scritto testualmente nella già citata nota: “Le condotte, sulla base dell’articolo 19 della Convenzione internazionale delle Nazioni unite sul diritto del mare, saranno valutate ai fini dell’adozione da parte del titolare del Viminale, in qualità di Autorità nazionale di pubblica sicurezza, del divieto di ingresso nelle acque territoriali”.

Perchè Piantedosi ha fortemente voluto questa stretta sulle navi ONG

Il perchè di questa stretta da parte di Piantedosi sulle due navi sono legate al fatto che le operazioni di soccorso sono state volte “in piena autonomia e in modo sistematico senza ricevere indicazioni dall’Autorità statale responsabile di quell’area Sar, Libia e Malta, che è stata informata solo a operazioni avvenute”.

Lo stesso vale per l’Italia che è stata informata “solo a operazioni effettuate”.

Il ministro dell’Interno potrebbe vietare l’ingresso nelle acque nazionali sulla base dell’articolo 19 della Convenzione Onu sul diritto del mare che stabilisce che “le navi di tutti gli Stati, costieri o privi di litorale, godono del diritto di passaggio inoffensivo attraverso il mare territoriale”.

La SOS Humanity, la ONG tedesca che gestisce la Humanity One che al momento si trova in acque ad est di Malta con a bordo 180 persone, ha riferito all’Ansa che “non abbiamo ricevuto alcuna diretta comunicazione dalle autorità italiane. Come organizzazione di ricerca e soccorso seguiamo la legge internazionale del mare, salvando persone in difficoltà”.

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