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17 Agosto 2026

Antonello da Messina derubato: il clamoroso furto al Museo di Messina

Durante la processione della Vara, ladri hanno rubato opere preziose di Antonello da Messina dal Museo di Messina. Scopri come è successo e cosa si sa finora.

Antonello da Messina derubato: il clamoroso furto al Museo di Messina

Un colpo durissimo per la cultura italiana. Nella serata del 15 agosto, durante la tradizionale processione della Vara, ignoti si sono introdotti nel Museo regionale Accascina di Messina e hanno rubato opere di Antonello da Messina dal valore inestimabile. Le indagini sono in corso, ma già si parla di un colpo simile per audacia e impatto a quello del furto del Caravaggio nel 1969.

Il furto e le opere rubate

I ladri sono riusciti a eludere i sistemi di sicurezza del museo e hanno portato via tre delle cinque tavole del Polittico di San Gregorio tra cui la tavola centrale della Madonna e le due laterali superiori, L’angelo Gabriele e l’Annunziata. È stata rubata anche la tavoletta bifronte con la Madonna col Bambino e Francescano in adorazione da un lato e Cristo in pietà dall’altro, estratta direttamente da una teca blindata. Durante la fuga, i malviventi hanno abbandonato sul muro di cinta del museo le altre due tavole del Polittico, i santi Benedetto e Gregorio probabilmente disturbati dalla presenza di passanti.

Come è stato possibile il furto

Le indagini, coordinate dalla Procura distrettuale di Messina hanno rivelato che i ladri potrebbero essere entrati nel giardino del museo attraverso le grate del lato che sporge sul viale Annunziata. Due delle sbarre che recintano l’area sono leggermente piegate, come per consentire il passaggio. Una volta dentro, avrebbero forzato una porta laterale. L’allarme è scattato intorno alle 21, quando un cittadino ha segnalato al 112 la presenza di alcune tavole all’esterno del museo. Le forze dell’ordine stanno vagliando le immagini dei sistemi di videosorveglianza e hanno interrogato i quattro custodi presenti.

Le reazioni e le indagini

La direttrice del MuMe, Maria Mercurio ha espresso tutto il suo sconcerto per quanto accaduto: «Siamo sconvolti per quello che è successo. Erano due delle opere più importanti e note di Antonello da Messina. Una grande perdita per il museo, per la città, la comunità e il mondo dell’arte». La Procura ha aperto un’inchiesta per furto pluriaggravato di opere d’arte, delegando le indagini alla Squadra mobile della questura e ai carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio culturale.

Il mondo della cultura è scosso. La scrittrice siciliana Stefania Auci ha accusato l’amministrazione di incuria e precarietà nella sicurezza del museo, definendo il furto «un ennesimo colpo al cuore per una città che si sta vedendo derubare dell’anima e della sua identità, pezzo dopo pezzo». Anche il ministro della Cultura, Alessandro Giuli ha espresso sconcerto e vicinanza alla città, confidando nell’operato delle forze di sicurezza.

Le dichiarazioni delle istituzioni

Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani ha garantito la massima collaborazione alla magistratura e alle forze dell’ordine, mettendo a disposizione ogni elemento utile per le indagini. È già stata avviata un’ispezione interna per ricostruire ogni passaggio e accertare eventuali responsabilità riconducibili all’operato del personale addetto alla custodia. L’opposizione, dal canto suo, ha presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere quali iniziative intenda assumere il ministro Giuli per favorire il recupero delle opere e per evitare che episodi analoghi possano ripetersi.

Il furto ha fatto il giro del mondo, mettendo in luce ancora una volta la vulnerabilità del nostro patrimonio artistico. La speranza è che le opere rubate possano essere recuperate al più presto, restituendo alla città e al Paese un pezzo fondamentale della loro identità culturale.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.