La magistrale e avvocato Annamaria Bernardini de Pace offre nel suo libro una finestra sulla vita privata che sfida aspettative e convenzioni. Con stile schietto racconta una relazione lunga quasi vent’anni, con un uomo che chiama semplicemente Dino e che è di circa dieci anni più giovane di lei. Nel testo emerge un equilibrio curioso: lunga durata, poche cerimonie e molta riservatezza.
La narrazione mette a fuoco non solo i fatti ma anche le scelte che definiscono la sua quotidianità: dalla gestione dei contatti al modo in cui il desiderio si manifesta in età matura. Chi la legge scopre una persona che non rinuncia al piacere, che coltiva il mistero e che rifiuta la definizione netta di una relazione. Questo approccio è al centro del suo libro e della conversazione pubblica che ne è seguita.
Un amore fuori dagli schemi
L’elemento che colpisce è la semplicità con cui viene raccontata una storia complessa: la coppia si vede a sprazzi, mantiene distanza e insieme affetto. La voce di Annamaria Bernardini de Pace spiega che non le interessa la convenzione del ruolo tradizionale; non cerca un compagno che la mantenga né vuole diventare la sua badante. La relazione viene descritta come un equilibrio di incontri, messaggi e assenze accettate, dove la discrezione è una scelta consapevole e funzionale.
La figura di Dino
Dino resta volutamente in parte un enigma: la legale ammette di non conoscere o di non voler sapere tutto del suo passato sentimentale, familiare o civile. Sul cellulare ha una suoneria simbolica, In the Mood di Glenn Miller, che diventa un piccolo rituale di riconoscimento. Questa distanza controllata alimenta il mistero e, a suo dire, mantiene vivo il sentimento: la lontananza non è fuga ma una scelta che dà spazio al desiderio.
Regole non scritte e libertà
Il libro non è solo confessione ma anche manifesto di autonomia: l’autrice racconta di aver sperimentato matrimonio, fidanzamenti e relazioni multiple e oggi non intende imporre fedeltà formale. Dice di aver avuto, negli ultimi vent’anni, più relazioni contemporaneamente, senza sigilli di possesso o promesse vincolanti. Per lei la libertà affettiva è compatibile con rispetto e discrezione, e la sua esperienza diventa un esempio di come ridefinire l’intimità nel tempo della maturità.
Sessualità e desiderio a qualunque età
Affermare di avere una vita sessuale a 78 anni non è per lei motivo di scandalo, ma una constatazione: la sessualità non scompare con il passare degli anni. Nel libro utilizza immagini provocatorie come la «cooperativa di uomini» o gli «amanti on demand come una serie Netflix» per descrivere la realtà dei rapporti moderni, senza moralismi. Il messaggio è chiaro: il corpo e il desiderio conservano valore e possono essere vissuti con responsabilità e leggerezza anche in età avanzata.
Il libro come confessione e provocazione
Nel volume, intitolato Sentimenti e Sentenze. Auto biografia di false verità, la narrazione alterna particolari quotidiani a riflessioni più ampie sulla libertà personale. L’autrice usa la propria esperienza per mettere in discussione tabù e ruoli sociali, proponendo una visione dell’amore meno binaria e più pragmatica. La sua posizione netta sul fatto di non volere un uomo da mantenere e sull’impossibilità di fare la tutta la cura per un partner anziano costruisce un ritratto di emancipazione affettiva.
Vita quotidiana e benessere
Accanto agli aspetti sentimentali emergono dettagli sulla routine: viaggi, alimentazione, allenamenti con il personal trainer e la scelta di smettere di fumare. Questi elementi suggeriscono una filosofia di cura di sé che accompagna la libertà affettiva. Per Annamaria Bernardini de Pace il benessere fisico è parte integrante della capacità di vivere relazioni piene e consapevoli: mantenere energia e autonomia è una priorità che sostiene ogni scelta amorosa.
In definitiva, la storia raccontata è quella di una donna che rifiuta definizioni semplicistiche: sceglie la riservatezza, coltiva il desiderio e pratica un’idea di relazione fluida ma responsabile. Il libro diventa così uno specchio per chi vuole ripensare amore e autonomia nell’età matura, e una provocazione che invita a riconsiderare pregiudizi e stereotipi.



