Anna Wintour contro il Black Friday: “No allo shopping usa e getta”

Olga Luce

Olga Luce, nata a Napoli nel 1982, è diplomata al liceo classico. Scrive di cronaca, costume e spettacolo dal 2014. Il suo motto è: il gossip è uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo (quindi tanto vale farlo bene)! Ha collaborato con Donnaglamour, Notizie.it e DiLei. Oggi scrive per Donnemagazine.it

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Anna Wintour ha deciso di esporsi pubblicamente su un argomento caldissimo in questo periodo dell’anno: gli sconti del Black Friday.

L’imperatrice incontrastata del fashion business mondiale ha criticato le scelte di coloro che fanno shopping usa e getta e si è schierata dalla parte degli ambientalisti.

Anna Wintour contro il Black Friday

Quel che dice Anna Wintour nel campo della moda e soprattutto dell’industria della moda è considerato legge da tutti coloro che lavorano nel settore e da tutti coloro hanno semplicemente la passione per la moda. Probabilmente però le recenti dichiarazioni della signora di Vogue America avranno umiliato moltissime persone in tutto il mondo e forse non è stata una mossa intelligente.

In linea meramente teorica le dichiarazioni di Anna Wintour contro lo shopping a prezzi stracciati è perfettamente condivisibile: la Wintour ha infatti affermato che la produzione di moda usa e getta è altamente inquinante e come se non bastasse esaspera gli atteggiamenti consumistici dell’intera società.

La conseguenza più diretta è che i prodotti dell’industria della moda perdono la loro aura di sacralità: non vengono più considerati piccole opere d’arte, frutto della creatività e dell’impegno di una lunga serie di creativi e di artigiani, ma semplici beni di consumo come qualsiasi altro prodotto acquistabile al supermercato.

“Indossare gli abiti più di una volta”

Il consiglio di Anna Wintour è quindi quello di comprare meno ma comprare meglio, prediligendo principalmente abiti di classe e di qualità che possano durare nel tempo ed essere indossati più di una volta senza alcun problema.

In questo modo non si alimenterà l’inquinamento generato dalle industrie di moda che producono abiti a prezzi stracciati venduti nelle grandi catene commerciali. Oltre alle motivazioni ambientali c’è anche da tenere presenti le disastrose condizioni salariali e sanitarie a cui sono obbligati a lavorare i cosiddetti “schiavi della moda”.

Limitare i consumi di moda usa e getta significa anche limitare gli introiti di quelle aziende che sfruttano i loro lavoratori.

Tutti possono seguire il consiglio di Anna Wintour?

Le dichiarazioni di Anna Wintour hanno sollevato molte reazioni, non tutte positive. Molto spesso, infatti, l’acquisto di prodotti di marca è praticamente impossibile per la maggior parte delle persone a causa del costo elevatissimo della maggior parte dei capi firmati dalle case di moda mondiali.

Le dichiarazioni a favore del rispetto dell’ambiente e del consumo responsabile da parte della Wintour, quindi, si sono trasformate in una sorta di boomerang: non sono stati pochi coloro che hanno pensato che è difficile investire in moda di qualità se si hanno a disposizione molte risorse economiche.

Le cose sono ben diverse nel caso in cui si debba far quadrare il bilancio familiare di una famiglia numerosa con risorse economiche limitate.

Molto spesso fare acquisti a prezzi scontatissimi è l’unico modo per togliersi qualche capriccio senza intaccare in maniera rovinosa l’economia domestica.