Amministrative 2011, “Io voto” dice la finta progressista Mtv. Ma voto con quale informazione?

Mtv rappresenta la quintessenza del peggio dei media giovanilistici. Esaltazione acritica dei modelli dominanti basati sul conformismo e il consumismo, appiattimento sui temi più insulsi dettati dalla moda e dal gossip, promozione della peggiore e più stereotipata musica commerciale, importazione del pessimo intrattenimento trash made in Usa, patetici vj quarantenni che stanno in video a giocare il ruolo degli eterni adolescenti, solita strizzatina d’occhio ai temi pruriginosi in stile Studio aperto per sfruttare il voyeurismo adolescenziale, pubblicità e sponsorizzazioni onnipresenti e padroni della programmazione.

Per tentare di coprire o mascherare tutto questo, il grande network americano, qui in Italia come altrove, lancia ogni tanto qualche campagna politically correct e progressista, che giocoforza risulta in totale contrasto con tutto il resto di cui sopra, come ebbe a scrivere in modo molto lucido Paolo Siciliano un po’ di tempo fa. Perché hai voglia a sensibilizzarmi sulla povertà e la fame nel mondo, se poi mi bombardi di messaggi che mi convincono che se non possiedo l’ultimo modello di smartphone, i jeans all’ultima moda o la macchina sportiva, non sono nessuno e non valgo nulla.

Comunque in linea con la sua filosofia paraculo Mtv in questi giorni sta mandando in onda degli spot per invogliare il suo pubblico ad andare a votare per le amministrative di domenica e lunedì prossimi. “Io voto” fanno dire alle mezze tacche della canzone italiana, gente che probabilmente avrebbe difficoltà a spiegare la differenza tra monarchia e repubblica.

Ma qua, di nuovo, cadiamo nella solita contraddizione. Mi dici di andare a votare, però poi mi proponi una programmazione che parla solo di musica commerciale, moda, gossip, sesso e così via.

Con un notiziario ridicolo che sarebbe capace di mettermi l’ultima bravata di Paris Hilton prima della crisi economica o della guerra in Libia.

Perché, qua sta il punto e lo dico anche contro una certa retorica di sinistra, il problema non è andare a votare purché sia. Ci sono democrazie molto più mature e avanzate della nostra in cui le percentuali di voto sono nettamente inferiori a quelle italiane. Forse perché al seggio, a esprimere una preferenza, tende ad andare solo il cittadino che ritiene di avere quel minimo d’informazione utile a fare una scelta ponderata, o quantomeno non alla cieca. Votare comunque, magari mettendo una croce su Silvio Berlusconi perché dice le parolacce, va in discoteca e fa il bunga bunga, non è esattamente il modo migliore per esprimere e difendere il proprio diritto di cittadinanza attiva.

(Nella foto Paris Hilton, un tipico esempio dei modelli di vita trasmessi da Mtv; fonte: newnotizie.it).

Scritto da Style24.it Unit
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