La lichen planopilaris (LPP) è una rara forma di alopecia cicatriziale caratterizzata da prurito, bruciore, dolore e perdita permanente di capelli a causa di un’infiammazione persistente del cuoio capelluto. Fino ad oggi non esiste alcun trattamento sistemico approvato dalla FDA, lasciando i pazienti dipendenti da terapie topiche o da approcci poco efficaci.
Un nuovo studio di fase 2/3 ha avviato la valutazione di brepocitinib un inibitore orale di Janus chinasi (JAK), con l’obiettivo di colmare questo vuoto terapeutico. Se i risultati saranno positivi, il farmaco potrebbe diventare il primo trattamento sistemico riconosciuto per la LPP, aprendo una nuova era nella gestione di questa patologia.
Il trial di fase 2/3 su brepocitinib per la lichen planopilaris
Lo studio si concentra su pazienti con LPP di grado da moderato a grave, che presentano sia sintomi soggettivi (prurito, dolore, sensazioni di bruciore) sia segni visibili di infiammazione (arrossamento, desquamazione attorno ai follicoli). La diagnosi viene confermata mediante visita clinica e tricoscopia una tecnica di ingrandimento del cuoio capelluto capace di rivelare dettagli microscopici delle lesioni.
Il principale obiettivo è raggiungere, entro sei mesi di trattamento, una condizione definita “quiet” o “quasi quiet” secondo il nuovo Investigator Global Assessment (IGA) specifico per LPP. Parallelamente, si monitorerà il Lichen Planopilaris Activity Index come misura secondaria per valutare l’evoluzione dell’attività infiammatoria.
Meccanismo d’azione e precedenti risultati
Secondo la prof.ssa Kristen Lo Sicco docente associata di dermatologia presso il dipartimento Ronald O. Perelman di NYU Langone Health, la via JAK-STAT è centrale nella cascata infiammatoria che alimenta la LPP. Brepocitinib è progettato per inibire questa via, riducendo così l’infiammazione a livello cellulare. Studi precedenti hanno dimostrato l’efficacia di inibitori JAK topici nella frontal fibrosing alopecia una condizione affiniamente correlata.
Il vantaggio di un farmaco somministrato per via orale è la capacità di agire “dall’interno”, potenzialmente più efficace nei casi di LPP estesa o resistente alle terapie locali. Brepocitinib ha già mostrato risultati promettenti in altre patologie rare, quali la dermatomiosite e la sarcoidosi cutanea.
Sicurezza, avvertimenti e impatto sulle assicurazioni
Gli inibitori JAK orientali sono associati a boxed warnings per possibili eventi cardiovascolari e trombosi. Tuttavia, una meta-analisi citata dalla Dr.ssa Lo Sicco non ha evidenziato un aumento statisticamente significativo di questi rischi tra i pazienti dermatologici trattati con JAK. La selezione accurata dei partecipanti rimane cruciale e saranno necessari dati a lungo termine per confermare la sicurezza.
Dal punto di vista pratico, l’approvazione FDA di brepocitinib potrebbe ridurre i lunghi tempi di attesa delle compagnie assicurative, un ostacolo attualmente frequente per i JAK inibitori impiegati nella alopecia areata. La Dr.ssa Lo Sicco spera che una autorizzazione ufficiale semplifichi il percorso dalla prescrizione al rimborso, accelerando l’accesso al farmaco per i pazienti.
Risorse per i pazienti e prospettive future
Nel frattempo, la Scarring Alopecia Foundation rimane una fonte affidabile di informazioni sulla LPP e sulle terapie in fase di sviluppo. I pazienti e i loro medici possono trovare materiali educativi, gruppi di supporto e aggiornamenti sui trial clinici in corso.
Se il trial confermerà l’efficacia e la tollerabilità di brepocitinib, si aprirà la strada a una prima opzione sistemica approvata, potenzialmente trasformando la gestione di una condizione finora considerata difficile da trattare.



