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19 Settembre 2026

Governo Meloni batte Berlusconi: 1.413 giorni di continuità

Il governo Meloni ha raggiunto 1 413 giorni, record storico per l’Italia, e la prima premier donna si conferma al centro del dibattito nazionale.

Governo Meloni batte Berlusconi: 1.413 giorni di continuità

Il 4 settembre 2026 resterà impresso nella cronologia politica italiana: il governo presieduto da Giorgia Meloni ha superato la soglia dei 1 413 giorni in carica, eguagliando la continuità di quasi quattro anni senza cambiare premier. Un risultato impensabile durante la campagna elettorale del 2022, quando la maggior parte degli osservatori prevedeva un’alternanza rapida dei vertici di Palazzo Chigi.

Il nuovo record storico supera il precedente di Berlusconi II

Fino ad ora il primato era detenuto dal governo Berlusconi II che aveva mantenuto il potere per 1 412 giorni. Il passo di un solo giorno sembra minuto, ma rappresenta un’intera stagione politica in un Paese dove la media dei governi è spesso inferiore a un anno. Il superamento di questo limite segna il punto più alto della continuità nella Repubblica italiana fin dalla sua nascita nel 1946.

Il simbolismo di Bari nella celebrazione

L’anniversario è stato commemorato a Bari scelta non casuale. La città del Sud è stata utilizzata come palco per sottolineare il legame della premier con le radici meridionali, un elemento ricorrente nella retorica di Fratelli d’Italia. L’evento ha trasformato una mera data in un messaggio territoriale di presenza costante rafforzando l’immagine di un governo “da Sud a Nord”.

La coalizione di centrodestra al centro della durata

La sopravvivenza di quasi quattro anni è stata possibile grazie a una coalizione formata da Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia. Questi partiti, storicamente in contrasto su molte questioni, hanno saputo mantenere un equilibrio interno senza creare rimpasti traumatici o sostituire il premier. Le tensioni sono emerse, naturalmente, ma sono state gestite senza sfociare in crisi di governo, dimostrando una capacità di negoziazione interna rara nella politica italiana.

Rilevanza europea e prospettive future

Nel contesto dell’Unione europea, la stabilità italiana si è distinta. Mentre Germania, Francia e Belgio hanno sperimentato cambi di governo o elezioni anticipate negli ultimi quattro anni, l’Italia ha potuto mantenere una voce coerente nei negoziati del Consiglio europeo e nella gestione dei fondi strutturali. Tale coerenza rappresenta un vantaggio strategico, anche se l’efficacia delle politiche adottate resta oggetto di discussione.

Il record, tuttavia, è già al centro di un acceso dibattito. Da una parte, alcuni osservatori lo interpretano come segno di solidità e capacità di governare senza interruzioni; dall’altra, critici denunciano un possibile immobilismo mascherato da stabilità. Le prossime settimane, con la fine della legislatura alle porte, vedranno il governo affrontare il bilancio finale, i rapporti con i partner europei e il futuro della coalizione in vista di nuove elezioni.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.