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17 Settembre 2026

Sport e salute mentale: dibattito europeo e start-up italiana

Dalla tavola rotonda di Bruxelles a una nuova app, la psicologia sportiva trova strumenti per proteggere i giovani atleti

Sport e salute mentale: dibattito europeo e start-up italiana

Negli ultimi mesi il benessere mentale degli sportivi è passato dal dibattito accademico alle istituzioni europee. Un incontro tenutosi al Parlamento di Bruxelles, intitolato “Hikikomori: prospettive europee per azioni di prevenzione del fenomeno e buone prassi italiane”, ha messo al centro della discussione la necessità di tutelare i giovani atleti da forme di isolamento sociale, conosciute con il termine hikikomori. L’evento, promosso dall’eurodeputata Mariateresa Vivaldini, ha riunito esperti di diverse discipline per definire strategie concrete a livello comunitario.

Tavola rotonda a Bruxelles sulla psicologia sportiva e il fenomeno Hikikomori

Tra i relatori spiccava la figura di Giovanni Lodetti psicologo clinico specializzato nello sport, tecnico di scherma e membro del Gruppo di Lavoro della FIS dedicato alle attività per disabili intellettivi. Lodetti ha illustrato come la psicologia dello sport possa diventare uno strumento di prevenzione, consentendo agli allenatori di riconoscere segnali di disagio prima che evolvano in patologie più gravi. Ha sottolineato l’importanza di un approccio integrato che coinvolga famiglie, scuole e federazioni, creando un ecosistema di supporto capace di intervenire tempestivamente.

Il ruolo di Giovanni Lodetti e le linee guida per i giovani

Lodetti ha presentato una serie di buone pratiche italiane, tra cui programmi di monitoraggio emotivo nelle accademie di scherma e workshop formativi per allenatori su temi di autostima e gestione dello stress. Il suo intervento è stato arricchito da dati concreti: negli ultimi tre anni le segnalazioni di casi di hikikomori tra giovani atleti sono diminuite del 12% grazie a interventi precoci. La proposta di “sport come terapia” ha trovato ampia eco tra i partecipanti, confermando la centralità della prevenzione psicologica nella formazione sportiva.

Athletics Mind: la piattaforma digitale per il benessere mentale degli atleti

Parallelamente alle iniziative istituzionali, il ex difensore della nazionale Andrea Ranocchia ha lanciato Athletics Mind una piattaforma digitale concepita per fare della salute mentale un elemento routine dell’allenamento. L’app, sviluppata da un team multidisciplinare guidato da Luca Biondi (CEO), Michele Cucchiarini (CTO) e Luca Simonetti (CFO), offre percorsi personalizzati, monitoraggio continuo e un contatto diretto con più di trenta specialisti, tra psicoterapeuti e nutrizionisti sportivi.

Una rete di professionisti e di atleti di spicco

Il progetto conta il supporto di volti noti del panorama sportivo italiano: Massimo Ambrosini, Alessandro Bastoni, Fabio Fognini, Filippo Magnini e Andrea Pirlo hanno aderito come ambasciatori, sottolineando che la salute mentale è trasversale a tutte le discipline. L’app garantisce la massima riservatezza dei dati, grazie a sistemi di crittografia avanzata, e consente agli utenti di tracciare i propri progressi nel tempo, evitando interventi episodici. Le due figure di riferimento, la psicologa dello sport Lucia Bocchi e il medico nutrizionista Andrea Valigi, coordinano i percorsi, integrando supporto psicologico e consigli nutrizionali per ottimizzare la performance.

Impatto strategico del benessere psicologico nello sport moderno

Il connubio tra l’iniziativa europea e la start-up italiana evidenzia una trasformazione culturale: il benessere psicologico è ora considerato un asset strategico per la durata delle carriere, la gestione infortuni e il rendimento a lungo termine. Con lo slogan “Train your mind. The body follows”, Athletics Mind vuole normalizzare la discussione sulla vulnerabilità emotiva, trasformandola da tabù a risorsa competitiva. Allo stesso tempo, le linee guida discusse a Bruxelles forniscono un quadro normativo e operativo che i club sportivi possono adottare per creare ambienti più sicuri e inclusivi, proteggendo le nuove generazioni da fenomeni di isolamento e stress cronico.

Autore

Beatrice Bonaventura

Beatrice Bonaventura ricorda la decisione di lasciare le passerelle di Firenze dopo un servizio su sartorie locali; da allora guida scelte stilistiche pratiche per lettori. In redazione propone palette sobrie e mantiene un archivio personale di tagli e cartamodelli d’epoca.