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12 Settembre 2026

Cultura italiana: come stanno cambiando le percezioni su enogastronomia, territorio e tradizione

La cultura italiana si arricchisce di nuove dimensioni: oltre a musei e siti storici, emergono cucina, natura e scienza come elementi fondamentali dell'identità nazionale

Cultura italiana: come stanno cambiando le percezioni su enogastronomia, territorio e tradizione

La percezione della cultura in Italia sta subendo una trasformazione significativa. Se un tempo l’identità culturale del Paese era associata principalmente a musei, siti storici e tradizioni artistiche, oggi si sta ampliando per includere nuovi elementi. Cucina, natura, scienza e creatività stanno guadagnando sempre più spazio nel modo in cui gli italiani vivono e interpretano la cultura.

Questa evoluzione è emersa chiaramente dall’Osservatorio sulle esperienze culturali in Italia, un progetto congiunto di Impresa Cultura Italia-Confcommercio e SWG. L’indagine ha rivelato che il 65% degli intervistati associa l’identità culturale italiana alla cucina ed enogastronomia seguita da paesaggio e natura (50%) e patrimonio archeologico (49%). Arte e artisti sono citati dal 32%, mentre moda e design dal 24%.

La cultura come esperienza multisensoriale

Oggi, la cultura non si limita più a essere un’esperienza visiva o intellettuale. Per il 91% degli intervistati, un’esperienza culturale deve trasmettere conoscenza e stimolare la curiosità. L’89% ritiene importante che sia in grado di generare emozioni mentre per l’88% deve mettere in contatto con storia e tradizioni senza rinunciare alla dimensione del divertimento.

Questa nuova concezione della cultura riflette un cambiamento profondo nel modo in cui gli italiani cercano e vivono le esperienze culturali. Non si tratta più solo di visitare un museo o un sito storico, ma di partecipare a laboratori creativiconferenze scientifichepercorsi enogastronomici e attività all’aperto che permettono di conoscere, sentire e condividere.

Il ruolo del territorio nell’identità culturale

Il territorio gioca un ruolo fondamentale in questa nuova percezione della cultura. Come ha dichiarato Carlo Fontana, Presidente di Impresa Cultura Italia-Confcommercio, “lo sguardo degli italiani sulla cultura si amplia e conferma la centralità del territorio, con le sue comunità, competenze e imprese”. Questo approccio è evidente anche nel riconoscimento Unesco della cucina italiana come patrimonio culturale immateriale.

Per gli italiani, la cultura del Paese parte prima di tutto dalla tavola e dal territorio ancora prima che dall’arte e dal patrimonio tradizionalmente intesi. Questo cambiamento richiede una nuova strategia unitaria che possa ricomporre la filiera allargata e interconnessa della cultura, dotandola di risorse e strumenti coerenti.

Le opportunità per ristorazione e turismo

Questa evoluzione nella percezione della cultura offre nuove opportunità per il settore della ristorazione i produttori locali e gli operatori turistici. Un laboratorio di cucina, la visita a un luogo di produzione o un itinerario tra paesaggio e artigianato possono mettere in relazione competenze che il visitatore incontra spesso separatamente.

Tuttavia, trasformare questa vicinanza culturale in servizi riconoscibili e accessibili non è semplice. Non basta aggiungere una degustazione a un programma: occorrono contenuti di qualitàpersone preparateinformazioni chiare e un’organizzazione coerente con i tempi del pubblico. Per le piccole imprese, collaborare con guide, strutture ricettive e istituzioni culturali può distribuire il lavoro necessario a costruire percorsi comuni.

La qualità del racconto dipende dalla conoscenza dei prodotti e dal rapporto con le comunità che li realizzano. Solo così sarà possibile offrire esperienze culturali autentiche e memorabili, in grado di soddisfare le nuove aspettative degli italiani.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.