Il dibattito sul woke ha attraversato l’Oceano Atlantico, arrivando a scuotere il centrosinistra italiano. Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle, ha preso posizione con un’intervista su La Repubblica criticando alcuni eccessi della cultura woke e sottolineando la necessità di concentrarsi sulle disuguaglianze economiche.
Conte e la critica alla cultura woke
Conte ha espresso la sua perplessità riguardo a certi eccessi della cultura woke, citando esempi come la critica a Omero e Cicerone come suprematisti bianchi. Ha riconosciuto il valore delle battaglie per i diritti delle minoranze, ma ha criticato l’approccio radicale che, a suo avviso, ha finito per marginalizzare le fasce più vulnerabili della popolazione.
“La cultura woke può costituire l’ossatura ideologica di una forza progressista? Ne dubito”, ha affermato Conte. Secondo lui, la sinistra dovrebbe concentrarsi sulle radici materiali delle disuguaglianze piuttosto che su un’agenda morale sui diritti civili.
Le priorità della sinistra secondo Conte
Conte ha elencato una serie di temi che, a suo parere, dovrebbero essere al centro del dibattito politico: le politiche salariali i piani industriali l’equità fiscale il sostegno all’economia reale il diritto all’abitazione l’accesso ai servizi pubblici le prestazioni sanitarie e l’istruzione di qualità.
“La dignità delle persone non si divide in categorie”, ha dichiarato Alessandro Zan, responsabile diritti del Pd, sottolineando l’importanza di affrontare sia le questioni sociali che quelle identitarie.
Le reazioni nel centrosinistra
Le dichiarazioni di Conte hanno suscitato reazioni contrastanti nel centrosinistra. Matteo Renzi ha criticato l'”ubriacatura woke”, mentre Elisabetta Piccolotti di Avs ha definito “semplicemente una menzogna” l’accusa di aver sacrificato il sociale sull’altare dei diritti civili.
Elly Schlein, segretaria del Pd, ha spostato il dibattito su temi come l’energia, i salari e gli investimenti, sottolineando la necessità di risollevare l’Italia dopo quattro anni di governo Meloni.
La destra, intanto, ha assistito divertita al dibattito, trasformandolo in una “terapia di gruppo” e invitando la politica a rimettere in fila le priorità.



