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22 Giugno 2026

Abbazie in Festival: arte e accessibilità per tutti nella quarta edizione

Dal 22 giugno 2026 Abbazie in Festival propone sette serate gratuite sul territorio trevigiano: un progetto culturale che punta all'accessibilità totale con audiodescrizioni, performer LIS, ritmi narrativi studiati per tutte le abilità e una rete di partner per la mobilità e l'accoglienza.

Abbazie in Festival: arte e accessibilità per tutti nella quarta edizione

Il 22 giugno 2026 è stata presentata ufficialmente la quarta edizione di Abbazie in Festival un progetto culturale che supera la semplice etichetta di rassegna estiva per diventare un modello di accessibilità integrata. La manifestazione, a ingresso gratuito, si articola in sette serate ospitate in abbazie e spazi storici del territorio trevigiano e ribadisce l’obiettivo dichiarato di rendere l’arte fruibile senza barriere fisiche, sensoriali e intellettive.

Presentazione e obiettivi della rassegna a Treviso

La conferenza di lancio, tenuta presso la sede della Provincia di Treviso, ha messo in luce la volontà degli enti locali e degli organizzatori di trasformare l’inclusione in partecipazione concreta. Fondazione Efesto guida l’iniziativa con la direzione artistica di Matteo Gobbo Trioli che ha definito il festival «un progetto culturale che vuole rendere le diverse forme d’arte accessibili a tutti». Il manifesto dell’edizione parla chiaro: non si tratta soltanto di avere artisti diversamente abili sul palco, ma di ripensare ogni elemento della proposta artistica per accogliere pubblici con bisogni differenti.

Comuni coinvolti e sostegno istituzionale

L’evento gode del patrocinio e della collaborazione di sette amministrazioni comunali — Mogliano VenetoMonastier di TrevisoNervesa della BattagliaVidorGaiarineSan Fior e Ormelle — oltre al supporto della Provincia di Treviso e della Regione del Veneto. Durante la presentazione il sindaco di Gaiarine ha richiamato l’impegno e le difficoltà organizzative affrontate, sottolineando come la difesa del progetto sia stata «una battaglia che vale il sacrificio» per il valore sociale dell’iniziativa.

Accessibilità concreta: tecnologie, linguaggi e fruizione

La svolta principale di questa edizione riguarda la cura dell’esperienza del pubblico. Ogni sede è selezionata e allestita per favorire la raggiungibilità serale e la circolazione agevole: rampe, percorsi privi di ostacoli e soluzioni di logistica pensate per famiglie, persone anziane e utenti di sedia a rotelle. Accanto all’accessibilità architettonica sono previsti supporti tecnici pensati per specifiche esigenze sensoriali.

Audiodescrizione e performer LIS

Per chi ha disabilità visiva sarà disponibile un servizio di audiodescrizione in diretta diffuso tramite auricolari wireless, che descriverà movimenti, costumi ed elementi scenici oltre ai dialoghi. Per le persone sorde, la novità è la distinzione tra interpreti LIS tradizionali e performer LIS questi ultimi saranno integrati nella regia per trasformare la traduzione in un elemento espressivo che accompagna musica e recitazione, rendendo la comunicazione un gesto artistico.

Progettazione per disabilità intellettive e ritmi narrativi

L’allestimento dei programmi considera anche chi vive disabilità intellettive e cognitive. Ritmi scenici, durata e struttura narrativa sono studiati per mantenere alto il coinvolgimento emotivo: scelte musicali, elementi visivi e linguaggi multipli si combinano per facilitare la comprensione e il benessere durante la performance, non semplicemente la ricezione passiva dello spettacolo.

Programmi, talk e rete di partner

Ogni serata sarà introdotta dal format Chronos un talk di circa quindici minuti che mette in dialogo testimonianze, contributi video e confronto con esperti sui temi della contemporaneità e della partecipazione sociale. I talk toccano argomenti concreti come comunicazione e neurodivergenze, autonomia nella disabilità motoria, malattie rare, cultura sorda e qualità della vita nel Parkinson, oltre ai temi del disagio giovanile e della responsabilità comunitaria.

Collaborazioni operative

Per tradurre le intenzioni in pratica, Fondazione Efesto ha attivato una rete di enti e associazioni: Unione Ciechi e Ipovedenti di TrevisoSignplicity per la cultura sorda, Associazione Parkinsoniani e Volontarinsieme Treviso tra gli altri. Questa collaborazione riguarda non solo l’accessibilità in sede, ma anche la mobilità e l’accoglienza per evitare che difficoltà organizzative ostacolino la partecipazione.

Con sette appuntamenti gratuiti e un cartellone pensato per includere linguaggi differenti — musica, parola, immagine e movimento — l’edizione 2026 di Abbazie in Festival si propone di mettere le persone al centro: «La cultura accade davvero quando nessuno resta spettatore della vita», ha detto il direttore artistico, ribadendo la scelta di puntare su esperienze autentiche più che su eventi perfetti.

Autore

Cristian Castiglioni

Cristian Castiglioni, veneziano, iniziò come blogger dopo aver postato una guida sui bacari e ricevuto centinaia di messaggi: quella reazione spinse la sua trasformazione in redattore. Cura contenuti amichevoli e porta in redazione appunti fotografici di vaporetto e cicchetti.