Negli ultimi anni i social network hanno reso visibili pratiche di bellezza prima riservate a un pubblico adulto: tutorial, routine quotidiane e video di trasformazione catturano l’attenzione di utenti sempre più giovani. Alcune bambine e preadolescenti adottano vere e proprie sequenze di prodotti — dal siero al correttore, dal tonico agli esfolianti — spesso presentate come indispensabili. Questo cambiamento di comportamento ha portato con sé un’etichetta emergente: cosmeticorexiaovvero un rapporto compulsivo con i cosmetici finalizzato a inseguire una presunta pelle perfetta. In questo contesto è utile distinguere tra una cura attenta e un’ossessione che può nuocere alla salute e al benessere emotivo.
Il caso emblematico e la diffusione tra la Generazione Alpha
La diffusione della pratica è favorita da creator digitali e format video come i “get ready with me”, che mostrano routine estese e prodotti costosi. Alcuni giovani iniziano a emulare questi comportamenti già a otto anni, costruendo routine giornaliere complesse. Il fenomeno è stato osservato soprattutto nella fascia d’età compresa tra gli 8 e i 14 annispesso indicata come Generazione Alpha. Da qui nasce anche il termine Sephora Kidsusato per descrivere gruppi di ragazzi che acquistano compulsivamente cosmetici destinati ad adulti. La facilità di acquisto online, la promozione continua e la pressione del feed sociale rendono difficile stabilire limiti: prodotti inadatti o di dubbia provenienza finiscono in mani inesperte.
Un esempio pratico di esposizione precoce
Video virali mostrano minori che applicano contemporaneamente più formulazioni: esfolianti chimici, retinoidi e trattamenti con corticosteroidi non sempre indicati per l’età. Questi esempi aumentano l’aspettativa che una pelle priva di imperfezioni sia raggiungibile con la sequenza giusta di prodotti, mentre nella realtà la pelle giovane possiede caratteristiche fisiologiche diverse da quella adulta. La normalità cutanea dei bambini include cambiamenti legati all’età, agli ormoni e al clima, elementi che vengono spesso ignorati dai contenuti condivisi online.
Effetti sulla pelle: rischi dermatologici concreti
Dal punto di vista medico le conseguenze possono essere serie. L’uso eccessivo e simultaneo di più prodotti aumenta la probabilità di dermatiti irritative e allergie da contatto. Ingredienti come retinoidi o corticosteroidiimpiegati senza supervisione, possono causare fenomeni come eritemi persistenti, assottigliamento cutaneo e teleangectasie, ossia la comparsa di piccoli vasi superficiali. L’alterazione ripetuta della barriera epidermica rende la pelle più sensibile a agenti esterni e può favorire problematiche croniche difficili da invertire.
Photoaging e uso improprio di attivi
Un altro rischio sottovalutato riguarda l’interazione tra certi principi attivi e l’esposizione solare. Acidi esfolianti e retinoidi aumentano la fotosensibilità; senza l’uso regolare di protezione solarel’impiego di questi trattamenti può accelerare processi di fotoinvecchiamento e generare discromie. Paradossalmente molti giovani che adottano routine anti-età finiscono per aumentare il rischio di invecchiamento prematuro se non vengono accompagnati da consigli mirati e da un’adeguata prevenzione UV.
Impatto psicologico e segnali d’allarme per i genitori
Accanto ai danni fisici, la cosmeticorexia può avere risvolti emotivi importanti. L’abitudine al trucco e ai filtri digitali può creare una distanza crescente tra l’immagine reale e quella idealizzata di sé. Nei casi più marcati i ragazzi smettono di riconoscersi senza prodotti cosmetici, sviluppando ansia sociale e una riduzione dell’autostima. È fondamentale osservare segnali come l’aumento del tempo trascorso su contenuti di skincare, la spesa crescente in cosmetici, il rifiuto di mostrarsi senza trucco e la presenza di irritazioni ricorrenti sul viso.
Quando intervenire con specialisti
Di fronte a questi segnali, l’intervento precoce è importante: la collaborazione tra dermatologo e psicologo permette di affrontare insieme gli aspetti cutanei e quelli emotivi. Il primo passo resta la prevenzione educativa: nelle scuole e nelle famiglie occorre promuovere una cultura della cura che privilegia l’igiene corretta, l’uso della protezione solare e la consapevolezza sui limiti dei prodotti cosmetici. In molti casi una routine semplice e supervisionata è più efficace e sicura di un uso smodato di attivi complessi.



