Il monitoraggio nazionale sulle acque di balneazione conferma un quadro generale molto positivo per le coste italiane. I dati raccolti tra il 2026 e il 2026, elaborati dalle istituzioni tecniche responsabili della sorveglianza, mostrano percentuali elevate di tratti costieri valutati come eccellenti secondo i parametri europei. Questo aggiornamento include il litorale marino e le acque interne destinate al bagno, offrendo una fotografia dettagliata della qualità ambientale utile a cittadini e visitatori.
Estensione del monitoraggio e valori principali lungo il litorale
Il rilevamento ha preso in esame circa 6.242 chilometri di costa distribuiti lungo la Penisola e ha suddiviso il litorale in oltre 4.500 punti di balneazione. Dalla sintesi dei controlli emerge che 5.926 km del litorale monitorato (pari al 94,9%) rientrano nella categoria eccellente. Altri segmenti risultano classificati come buoni (207 km, 3,3%), sufficienti (60 km, 1%) e scarsi (41 km, 0,7%). I prelievi e le analisi microbiologiche su cui si basa la classificazione hanno riguardato parametri indicatori di contaminazione fecale, con campionamenti regolari distribuiti nel periodo considerato.
Come vengono valutate le acque
La qualità è stabilita mediante il monitoraggio di indicatori microbiologici come Escherichia coli e enterococchi intestinaliin linea con la normativa europea che definisce le quattro categorie di qualità. L’approccio adottato valuta i dati su un arco di quattro anni per dare una visione affidabile e meno sensibile a fluttuazioni temporanee.
Risultati per acque interne: laghi e fiumi
Oltre al mare, sono monitorati anche i corsi d’acqua interni destinati alla balneazione: complessivamente circa 673 chilometri di acque interne sono oggetto di controllo. Di questi, 624 km (pari al 92,7%) risultano di qualità eccellentementre 28 km (4,1%) sono stati classificati come buoni14 km (2,1%) come sufficienti e 6 km (0,9%) come scarsi. Anche per le acque interne la sorveglianza è condotta con campionamenti ripetuti nel tempo per cogliere eventuali criticità.
Puglia al vertice: sei anni di primato per le acque eccellenti
Tra le regioni italiane emerge una performance particolarmente rilevante: la Puglia si conferma la regione con la percentuale più alta di acque di qualità eccellenteraggiungendo il 99,9% per il siero costiero monitorato. L’unico tratto che non rientra nella categoria massima riguarda un segmento limitato del litorale di Molfettaclassificato come buono. Questo risultato rappresenta il sesto anno consecutivo in cui la regione occupa la prima posizione nella graduatoria nazionale.
La graduatoria regionale dei mari più puliti
La classifica regionale evidenzia percentuali molto alte in molte aree costiere: al secondo posto si colloca il Friuli Venezia Giulia con il 99,6%mentre la Basilicata ottiene il 99,1%. Seguono regioni con valori comunque prossimi alla perfezione come la Sardegna (98,9%) e la Toscana (97,4%). Anche regioni con tratti costieri più urbanizzati mostrano risultati significativi: il Lazio arriva al 94,3%, mentre la Sicilia e il Molise si attestano entrambi intorno al 91,7% di acque eccellenti.
Questi numeri confermano come, pur con differenze legate a caratteristiche territoriali e pressioni antropiche dei bacini idrografici, la maggior parte della costa italiana offra condizioni ottimali per la balneazione. Le classificazioni aggiornate sono utili per orientare scelte turistiche e politiche di tutela ambientale, e sono frutto delle attività di monitoraggio e controllo svolte a livello regionale e nazionale.
Durante la stagione balneare, in presenza di superamenti dei limiti microbiologici, le autorità competenti adottano provvedimenti immediati per tutelare la salute pubblica, compresi divieti temporanei di balneazione. Il monitoraggio continuo, inoltre, prevede interventi straordinari in caso di anomalie riscontrate nei campionamenti ordinari, con analisi aggiuntive che possono estendersi anche a parametri chimici e biologici quando necessario.


