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5 Giugno 2026

Camera approva la legge delega sul nucleare sostenibile: cosa cambia e quando potrebbero arrivare i primi reattori

La Camera ha dato il primo via libera al disegno di legge delega sul nucleare sostenibile con 155 sì, 86 no e 8 astenuti. Il testo crea il quadro normativo per Smr, Amr, micro-reattori, gestione dei rifiuti e produzione di idrogeno, e ora passa al Senato; il governo prevede i primi reattori operativi nella finestra 2034-2035 e mira a 8 Gigawatt entro il 2050.

Camera approva la legge delega sul nucleare sostenibile: cosa cambia e quando potrebbero arrivare i primi reattori

La Camera ha approvato in prima lettura il disegno di legge delega che apre la strada al ritorno del nucleare sostenibile in Italia, con 155 voti favorevoli, 86 contrari e 8 astenuti. Il provvedimento non autorizza istantaneamente la costruzione di impianti, ma assegna al governo il mandato di definire, entro un periodo indicato dalla legge, i decreti attuativi necessari per disciplinare la produzione di energia da fonte nucleare, la ricerca sulla fusione e la gestione dei rifiuti radioattivi.

Il testo, illustrato dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, contiene riferimenti precisi a tecnologie e obiettivi: dagli Smr (Small Modular Reactor) agli Amr (Advanced Modular Reactor), passando per i micro-reattorila produzione di idrogeno a basse emissioni e la riorganizzazione della governance delle competenze nazionali.

Numeri parlamentari, tempi procedurali e obiettivi di capacità

Il voto di Montecitorio ha segnato il primo passaggio formale: il ddl ora è indirizzato al Senato per l’approvazione definitiva. Il testo prevede che il governo adotti, entro il termine stabilito dalla delega, i decreti legislativi che dettaglieranno norme per costruzione e esercizio degli impianticriteri di sicurezza, procedimenti autorizzativi e misure di compensazione per i territori ospitanti. In termini di potenza, il Piano nazionale integrato energia e clima – citato nel dibattito – ipotizza la produzione di circa 8 Gigawatt entro il 2050equivalente a circa l’11% del fabbisogno nazionale nelle proiezioni indicate.

Tempistiche operative e stime per la prima produzione

Il ministro ha più volte indicato una finestra temporale per la messa in servizio dei primi impianti: la possibilità che alcune unità diventino operative nel periodo 2034-2035 è stata citata come obiettivo di riferimento. Sui tempi più immediati, il governo ha previsto l’adozione dei decreti attuativi entro un arco temporale definito dalla delega, con l’intento di delineare procedure semplificate e standard di sicurezza elevati.

Smr, Amr e l’ipotesi delle installazioni navali

Il testo spinge verso l’adozione di tecnologie modulari: gli Smr sono reattori di potenza ridotta, progettati per essere prodotti in serie e assemblati in sito, con applicazioni che vanno dalla generazione elettrica al teleriscaldamento e alla produzione di idrogeno. Gli Amrinvece, rappresentano reattori di quarta generazione che possono impiegare refrigeranti alternativi e mirare a un uso più efficiente del combustibile e a una riduzione dei rifiuti ad alta attività.

La proposta di navi con reattori

Nel corso delle dichiarazioni ufficiali è stata menzionata l’ipotesi di collaborazioni industriali per valutare l’integrazione di piccoli reattori su unità navali mercantili. L’idea prevede moduli da alcune decine di Megawatt che, in teoria, potrebbero alimentare grandi navi o servire installazioni mobili: si tratta di una prospettiva sperimentale che richiederà valutazioni tecniche, normative e di sicurezza approfondite prima di concrete applicazioni.

Governo, fondi e formazione: risorse previste

Il provvedimento delinea anche un primo stanziamento economico per avviare attività preparatorie. È prevista una dotazione iniziale limitata per il triennio di avvio, destinata a progettazione, localizzazione dei siti, ricerca e formazione: le università e gli enti scientifici del Paese sono indicati come attori centrali per la formazione di tecnici e ingegneri specializzati nel settore nucleare. Sono inoltre previste risorse per campagne informative rivolte alla cittadinanza, con cifre specifiche allocate per gli anni indicati nel testo.

Nel definire il perimetro delle scelte future il governo sottolinea la necessità di coniugare sicurezzaprotezione della salute e partecipazione industriale italiana alla filiera tecnologica. Restano aperte questioni sul consenso pubblico: il ricorso a referendum abrogativi è possibile in base alle norme costituzionali vigenti, ma l’esecutivo punta sulla trasparenza e sull’informazione come strumenti per costruire fiducia.

La legge delega introduce inoltre la gestione del combustibile esaurito e lo smantellamento degli impianti obsoleti tra i punti da disciplinare, segnalando la volontà di affidare al quadro normativo futuro scelte concrete sulla localizzazione degli impianti, sulle garanzie ambientali e sulle misure compensative per i territori che ospiteranno le nuove infrastrutture.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.