Negli ultimi decenni molte versioni di Pride and Prejudice hanno dominato schermi e immaginario collettivo, ma raramente qualcuno si è soffermato su Mary Bennet. The Other Bennet Sister ribalta questa dinamica: priva la sorella di etichetta di semplice comparse e le regala una traiettoria complessa e affascinante. Basata sul romanzo di Janice Hadlow del 2026 e adattata per il piccolo schermo da Sarah Quintrell, la serie porta lo spettatore oltre il finale che tutti conosciamo e segue Mary mentre impara a scegliere per sé.
La produzione è arrivata su BritBox con la première il May 6 e propone un percorso in dieci episodi che si conclude a metà giugno. Al centro c’è Ella Bruccoleri nei panni di Mary, affiancata da un cast che include Dónal Finn (Tom Hayward), Laurie Davidson (William Ryder), Poppy Gilbert (Elizabeth), Maddie Close (Jane) e volti noti come Richard E. Grant e Ruth Jones. Lavorando su elementi di commedia, dramma familiare e romanticismo a fuoco lento, la serie riscrive ruoli e aspettative.
Un ritratto diverso di Mary Bennet
Nel canone di Jane Austen, Mary è spesso rappresentata come la sorella noiosa e moralista; qui diventa invece oggetto di una vera e propria riabilitazione narrativa. La storia segue il suo trasferimento a Londra come insegnante presso i parenti e mostra come piccoli gesti di gentilezza (e la libertà di scegliere i propri libri) la trasformino. Il percorso è trattato come un journey of self-discovery: Mary sperimenta la moda, la lettura di testi a lei cari — perfino manuali di geologia che diventano un tratto distintivo — e, cosa più cruciale, riapre la possibilità dell’amore secondo i propri termini.
La famiglia come ostacolo e specchio
Uno degli snodi più potenti dello show è il rapporto con la madre: Mrs. Bennet rimane, nella versione di Ruth Jones, una figura esilarante ma anche spietata nei confronti della figlia di mezzo. Ogni progresso di Mary viene contrastato dalla resistenza materna, che non riesce a vedere la crescita interiore dietro i difetti estetici che un tempo giudicava inaccettabili. Questa dinamica crea tensione emotiva e fornisce lo spazio per performance d’attore intense, dove il conflitto familiare diventa specchio delle pressioni sociali del tempo.
Due corteggiatori, due visioni dell’amore
La saga sentimentale di Mary si sviluppa in chiave originale attraverso due interessi amorosi: il riflessivo Tom Hayward e l’avventuroso William Ryder. Tom, interpretato da Dónal Finn, è il tipo di personaggio che ama con delicatezza e pazienza; la sua attrazione nasce da affinità intellettuali, poesie condivise e piccoli gesti che parlano di impegno. Ryder, al contrario, incarna la spontaneità e la curiosità: è il prototipo di chi chiede semplicemente di essere seguito nelle sue idee folli. Il triangolo romantico diventa così una scusa per indagare che cosa significhi desiderare e scegliere nell’Ottocento.
Chimica, humour e qualche eccesso
La serie gioca con i registri: c’è la tenerezza dei momenti tra Mary e Tom, ma anche la leggerezza comica nelle interazioni con personaggi secondari come Mr. Collins, qui reinventato con una punta di pietà umana. Alcune scelte narrative — melodrammi ripetuti o battute un po’ forzate nell’atto finale — mostrano i limiti dell’adattamento, ma spesso la scrittura riesce a mantenere l’equilibrio tra emozione e ironia. Non manca, inoltre, un omaggio visivo al passato: scene iconiche che ricordano versioni classiche del genere vengono rilette con uno sguardo contemporaneo.
Perché questa versione funziona
Al cuore del progetto c’è la volontà di restituire dignità a un personaggio troppo spesso derubricato. L’uso di costumi più audaci, scelte di regia che privilegiano il dettaglio e performance centrali solide fanno sì che The Other Bennet Sister non sia solo un esercizio di fantasia rispetto a un classico, ma una reale esplorazione di identità. Inoltre, l’arrivo virale di clip su piattaforme come TikTok ha messo in luce come personaggi affettuosi e non stereotipati — come il Tom di Finn — sappiano conquistare un pubblico trasversale, rendendo l’opera rilevante anche per chi non è appassionato di period drama.
Conclusione
Questa serie offre una prospettiva nuova: non si tratta soltanto di un reboot sentimentale, ma di una riaffermazione del diritto di ogni personaggio minore a una propria storia. Con interpretazioni convincenti, una scrittura che alterna humour e commozione e una regia attenta ai dettagli, The Other Bennet Sister dà a Mary Bennet lo spazio che meritava, rendendo il suo cammino tanto romantico quanto personale.



