Erika Bufano è spesso ricordata al fianco del marito, ma la sua storia merita di essere letta da sola: nata a Battipaglia nel 1991, ha costruito un percorso che unisce la passione per la moda all’impegno familiare. Tra concorsi di bellezza, scelte imprenditoriali e prove personali, la sua figura emerge come esempio di resilienza quotidiana e capacità di reinventarsi.
Questa è la storia di una donna che ha saputo mantenere una propria identità professionale e affettiva, trovando equilibrio tra la ribalta delle passerelle e la riservatezza della vita privata. In un periodo segnato da eventi drammatici, il suo ruolo all’interno della famiglia Polonara è diventato centrale, non solo come moglie di un campione ma come vero punto di riferimento.
Da Miss Italia all’imprenditoria: un percorso tra stile e autonomia
La giovane Erika ha fatto i primi passi pubblici partecipando a Miss Italia nel 2011 e poi ancora nel 2013, mostrando sin da subito una naturale propensione per il mondo dell’immagine e dell’eleganza. Più che una semplice carriera nello spettacolo, questi anni le hanno dato gli strumenti per trasformare la passione in progetto: è così nato RosEri, il suo marchio dedicato all’abbigliamento femminile.
RosEri: una boutique come spazio creativo
Con la fondazione di RosEri Erika ha scelto di costruire un’attività che fosse al contempo laboratorio creativo e fonte di indipendenza economica. La boutique è descritta come un luogo dove lo stile incontra la praticità, pensato per una donna moderna che cerca qualità e identità. Questa scelta imprenditoriale le ha anche permesso di accompagnare il marito nelle trasferte europee senza perdere la propria autonomia professionale.
La famiglia Polonara: amore, privacy e due figli
Il rapporto con Achille Polonara è stato costruito lontano dai riflettori, con anni di fidanzamento culminati in un matrimonio celebrato nel 2019. La coppia ha scelto una vita di famiglia riservata: la nascita della figlia Vitoria nel 2026 e del figlio Achille Jr. nel 2026 hanno rafforzato questo legame. Il nome di Vitoria è anche un ricordo legato alla carriera sportiva del marito, in omaggio alla città spagnola dove Achille aveva trionfato.
Una quotidianità lontana dal clamore
Nonostante l’attenzione mediatica sul campione, Erika e Achille hanno sempre protetto lo spazio familiare, privilegiando momenti semplici e riservati con i figli. La scelta di limitare la presenza sui social è stata funzionale a preservare l’intimità del nucleo e a dare priorità al benessere dei bambini in anni segnati da continui spostamenti professionali.
La prova più dura: dalla diagnosi al ritorno alla vita
Il 16 giugno 2026 la famiglia è stata colpita da una notizia che ha cambiato ogni prospettiva: la diagnosi di leucemia mieloide acuta. Per Erika è iniziato un periodo caratterizzato da attese, ospedali e terapie. Dopo un trapianto di midollo avvenuto lo scorso settembre, la situazione è precipitata a causa di un trombo che ha portato Achille in coma farmacologico per dieci giorni, mettendo alla prova la tenuta emotiva dell’intero nucleo familiare.
Il ruolo di Erika durante la malattia
Nel momento più buio Erika non ha mai smesso di esserci: era presente ogni giorno, parlava al marito, gli faceva ascoltare la loro musica e cercava di mantenere vivo il contatto. Questo atteggiamento di cura e speranza ha contribuito a creare un’atmosfera di sostegno indispensabile durante la convalescenza. Molti definiscono l’istante della ripresa come un vero e proprio miracolo, avvenuto sulle note della canzone “Dimmi che non sono solo” di Olly, quando Achille ha riaperto gli occhi e ha mantenuto la promessa di tornare a casa.
Un nuovo capitolo: il ritiro e le priorità ridisegnate
Dopo la lunga lotta per tornare in campo, il 4 maggio Achille ha annunciato il proprio ritiro dal basket giocato, spiegando con chiarezza che il suo fisico non era più in grado di sostenere gli impegni del professionismo. È stata una decisione sofferta ma consapevole, che sancisce l’inizio di una fase diversa per la coppia: meno trasferte, più presenza familiare e un’attenzione totale alla salute e alla quotidianità.
Erika, che non ha lasciato il marito durante i mesi di chemioterapia e riabilitazione, è pronta ad accompagnarlo in questo cambiamento. I gesti più semplici — una passeggiata insieme, la tranquillità della casa, il tempo con i figli — diventano ora le priorità di una famiglia che ha imparato a riconsiderare il valore delle piccole cose.
Nel messaggio che Erika ha condiviso su Instagram per salutare il nuovo anno si leggevano parole di speranza e fatica: “2026, sei stato un anno difficile, forse troppo. Mi hai messo alla prova come moglie e come madre… Per il 2026 desidero prima di tutto la salute, soprattutto per mio marito.” Queste frasi riassumono il doppio ruolo che Erika ha saputo interpretare: imprenditrice e custode affettiva, capace di trasformare la sofferenza in un punto di partenza per una vita più orientata al benessere della famiglia.



