Nello spazio televisivo de La Volta Buona Alessia Fabiani ha offerto un racconto molto personale che parte da un trauma fisico e arriva alle conseguenze di una scelta estetica. La showgirl ha spiegato come una ferita al labbro, rimasta dopo un incidente con lo scooter, abbia influenzato la percezione che aveva del proprio volto, spingendola anni dopo a cercare una soluzione in medicina estetica. Il suo è un esempio che mescola esperienza diretta e avvertimento pubblico, utile per chi si confronta con la promessa di risultati rapidi.
Il racconto di Alessia tocca punti importanti: l’origine della cicatrice, il tipo di filler ricevuto e la difficoltà a tornare indietro. Ha spiegato con chiarezza le sue emozioni e le limitazioni che la portano oggi a preferire rimedi meno invasivi. Nel dialogo con la conduttrice e con gli specialisti intervenuti in trasmissione emergono anche aspetti tecnici, come la natura di alcuni materiali iniettati in passato, e considerazioni pratiche su possibili interventi correttivi.
L’incidente giovanile e l’impatto sulla percezione personale
All’età di 14 anni Alessia ha subito un trauma al labbro superiore in seguito a un incidente con il motorino. La ferita ha lasciato una cicatrice che, oltre a un segno visibile, ha creato una lieve asimmetria nella forma del sorriso. Per lei quel dettaglio estetico non è stato un fatto secondario: l’armonia del viso, soprattutto per chi lavora davanti alle telecamere, ha un valore significativo nella costruzione dell’autostima. Da qui prende senso la volontà, qualche anno dopo, di intervenire per correggere la situazione.
La decisione di correggere e il risultato inatteso
A circa 20 anni la showgirl si è rivolta alla medicina estetica per uniformare il labbro. Tuttavia il trattamento non ha avuto gli effetti sperati: le è stato iniettato un prodotto definito oggi da lei come non corretto per la situazione, un materiale non riassorbibile che nel tempo ha provocato accumuli e irregolarità. Alessia ha spiegato di non essere stata informata adeguatamente sulla natura del materiale, identificato come acido metacrilato, e di essersi ritrovata con residui che rendono ancora visibile la zona trattata.
Le conseguenze estetiche e la scelta di non operarsi
Il risultato dell’intervento cosmetico ha lasciato segni permanenti: noduli e un volume anomalo che modificano la naturalezza del labbro. Di fronte a questa situazione Alessia ha ammesso di sentirsi in parte rovinata, ma anche di non voler ricorrere subito alla chirurgia correttiva. L’elemento psicologico è centrale: la showgirl ha dichiarato di essere agofobica, cioè timorosa dell’ago e delle operazioni invasive, una paura che limita la sua disponibilità a sostenere un intervento con recupero e tempi di convalescenza.
Pareri specialistici e possibili soluzioni
In collegamento con il programma il chirurgo plastico Pietro Lorenzetti ha spiegato che la rimozione completa non è banale ma è realizzabile: servono tecniche chirurgiche mirate e un periodo di recupero. Il medico ha rassicurato su una prospettiva di miglioramento, sottolineando però che si tratta di un percorso che richiede tempo e esperienza. Per questo motivo Alessia ha scelto per ora di affidarsi a trattamenti meno invasivi, come il laser, che agisce in modo superficiale con microabrasioni e senza gli stessi rischi di un’operazione aperta.
Un monito per chi pensa al ritocchino
Dalla sua esperienza Alessia ricava un avvertimento semplice e diretto: informarsi sui prodotti e sugli effetti a lungo termine prima di accettare qualsiasi iniezione. Il suo messaggio è rivolto a chi considera la medicina estetica come una soluzione rapida e facile: conoscere la differenza tra filler riassorbibili e filler non riassorbibili, chiedere il nome delle sostanze e affidarsi a professionisti seri sono azioni imprescindibili. La testimonianza mette in luce anche il tema dell’informazione consapevole, oggi fondamentale in un settore in cui le proposte aumentano costantemente.
Riflessioni finali
La storia di Alessia Fabiani mette insieme un episodio di vita privata e una lezione pubblica: l’errore di una scelta estetica può avere effetti duraturi, ma parlarne aiuta a diffondere conoscenza. Tra la volontà di correggere e la paura dell’intervento chirurgico c’è spazio per soluzioni alternative e per scelte mediche ponderate. La sua partecipazione a La Volta Buona rimane un richiamo a evitare decisioni frettolose e a privilegiare l’informazione prima del gesto.



