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18 Luglio 2026

Tiziano Ferro, dal punto più basso alla terapia: il percorso di rinascita

Tiziano Ferro racconta il momento decisivo che lo ha spinto alla psicoterapia e il modo in cui questo percorso ha influenzato la sua vita privata e la sua paternità

Tiziano Ferro, dal punto più basso alla terapia: il percorso di rinascita

In un’intervista raccolta su Venerdì, Tiziano Ferro ha raccontato il percorso che lo ha portato a scegliere la psicoterapia e a rimettere ordine nella propria vita. L’artista ripercorre con sincerità gli anni difficili, le piccole e grandi dipendenze, e la sensazione prolungata di non essere in sintonia con se stesso. Quella che a prima vista può sembrare una confessione privata diventa qui un ritratto pubblico di come chiedere aiuto possa trasformare una quotidianità segnata dal disagio.

Tra i vari episodi che compongono questo racconto, Ferro ricorda un momento di vera caduta emotiva che gli ha fatto comprendere l’urgenza di un cambiamento. Nel dialogo con lo psichiatra e psicoanalista Vittorio Lingiardi ha anche raccontato di aver approfondito studi in ambito psicologico durante la pandemia, seguendo una triennale americana online con focus su addiction e disturbi alimentari. Questi elementi compongono il contesto di una rinascita che riguarda tanto la vita privata quanto il lavoro artistico.

Il punto di rottura e la scelta di farsi aiutare

Ferro descrive il momento della svolta non come una folgorazione, ma come l’esito di una progressiva accumulazione di fatica. Era a Milano quando si rese conto di non riuscire più a reggere certi ritmi: dopo una serata, si ritrovò a terra in albergo, privo di energie, e capì che non poteva più rimandare. Questo episodio lo spinse a chiedere il contatto di una terapeuta che un amico gli aveva consigliato. Il gesto di scrivere quel messaggio, ricevere il numero e prendere un appuntamento fu per lui l’inizio concreto di una cura che sarebbe durata negli anni e che l’avrebbe aiutato a cambiare atteggiamento verso se stesso.

Il valore della decisione

La scelta di intraprendere un percorso terapeutico, per Ferro, ha avuto un effetto spesso sottovalutato: il semplice atto di decidere di volersi bene. La terapia non ha risolto ogni problema in un colpo solo, ma ha creato lo spazio per affrontare temi come il disturbo alimentare, gli attacchi di panico e le dipendenze. L’artista sottolinea che alcune ferite rimangono nel tempo, ma che imparare a proteggere la propria identità e a dire «basta» ai comportamenti autodistruttivi è stato un cambiamento profondo.

Il coming out e il peso delle aspettative esterne

Il percorso di accettazione personale ha una tappa chiave nel coming out fatto da Ferro nel 2010, quando aveva trent’anni. L’eco di quegli anni rimane ancora nelle sue parole: il timore delle insinuazioni dei media, la pressione del mondo dello spettacolo e la sensazione di essere «sbagliato» hanno condizionato lungo tempo la sua immagine pubblica e privata. La terapia gli ha permesso di separare ciò che era dettato dalle aspettative esterne da ciò che realmente sentiva, consentendogli di costruire una nuova relazione con il proprio corpo e la propria storia.

Accettazione del corpo e autodifesa

Tra i temi affrontati in seduta c’è anche il modo in cui si percepisce il proprio corpo: Ferro parla di un lavoro lungo e a tratti faticoso per imparare a dirsi «àmati per come sei». Ha imparato altresì a difendere la propria immagine da attacchi esterni, un’azione che definisce fondamentale per mantenere il benessere psicologico: non sempre è possibile cancellare le ferite, ma si può diminuire il loro potere.

La paternità: disciplina, amore e regole

Oggi Tiziano Ferro è padre di due bambini, Margherita e Andres, nati nel 2026 tramite maternità surrogata negli Stati Uniti, e ne ha la custodia dopo il divorzio dall’ex marito Victor Allen. Nel parlare del proprio ruolo paterno, Ferro traccia un equilibrio tra affetto e regole: si definisce un «padre amorevole che dà importanza alla disciplina». Rifiuta l’etichetta del genitore che vuole essere il «migliore amico» dei figli, spiegando che l’autorità affettuosa e il saper dire di no sono gesti che educano al rispetto e alla resilienza.

Il suo obiettivo è trasmettere ai figli valori concreti: rispetto per gli altri, la capacità di accettare una sconfitta con dignità e la responsabilità nel comportamento. La paternità, per Ferro, è parte integrante della sua rinascita: il ruolo di genitore è oggi vissuto come un compito che completa il lavoro iniziato in terapia e che continua a richiedere attenzione e presenza.

Autore

Emanuele Tassinari

Emanuele Tassinari, restauratore torinese, trasformò il recupero di un portone settecentesco in un caso-studio pubblicato: in redazione guida le rubriche sul restauro e le tecniche tradizionali. Tiene un diario tecnico con annotazioni sulle finiture storiche che usa come riferimento in ogni servizio.