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7 Luglio 2026

Dove è stata girata La buona Stella: guida alle location principali

Dentro i set de La buona Stella: da Fiumicino alle coste della Calabria, un viaggio tra scenografie reali e drammi personali

Dove è stata girata La buona Stella: guida alle location principali

La serie tv La buona Stella, diretta da Luca Brignone e prodotta da Rai Fiction insieme a Paypermoon, porta lo spettatore tra ambienti urbani e coste incontaminate. Andrà in onda su Rai 1 dal 13 aprile 2026 ed è costruita su tre serate che intrecciano un crime investigativo con il ritratto di due vite che si incontrano per caso. Il racconto visivo passa da spazi ricostruiti in città a paesaggi naturali, mettendo al centro non solo i protagonisti — Miriam Dalmazio e Filippo Scicchitano — ma anche i luoghi che partecipano alla narrazione.

La scelta delle location è strategica: ogni scenario viene utilizzato per rafforzare il tono della storia e per riflettere lo stato d’animo dei personaggi. Il lavoro di scenografia ha trasformato luoghi quotidiani in ambienti di finzione credibili, mentre la Calabria si propone come un vero e proprio personaggio territoriale. Nel corso delle riprese hanno collaborato oltre cento professionisti locali tra tecnici, attori e comparse, valorizzando risorse umane e ambientali delle zone coinvolte.

Fiumicino: un municipio che diventa commissariato

Tra le ambientazioni principali spicca Fiumicino, utilizzata per ricreare il mondo di lavoro della protagonista, Stella. Il Palazzo Comunale è stato adattato e ridisegnato per ospitare il commissariato in cui lavora la poliziotta; gli interni e gli esterni hanno subito modifiche scenografiche tali da rendere la rappresentazione realistica e funzionale alla storia. Alcuni uffici amministrativi — fra cui quelli del Demanio, del Suap e del Condono — sono stati convertiti in set, dimostrando come spazi istituzionali possano assumere nuove identità nel contesto di una produzione televisiva.

Trasformazioni pratiche e attenzione al dettaglio

Il lavoro dietro le quinte ha richiesto coordinamento tra scenografi, tecnici e autorità locali per rispettare la realtà degli ambienti pur adattandoli alle esigenze narrative. Il risultato è un set che punta sulla verosimiglianza: dalle scrivanie e dai fondali alle insegne, tutto è pensato per immergere lo spettatore nella routine di un ufficio di polizia. Questa cura dei dettagli rende Fiumicino credibile come cornice di indagine e riflette la volontà di offrire scene con un sapore di realtà.

La Calabria protagonista: coste, borghi e natura

La seconda anima visiva della produzione è la Calabria, regione scelta per tre settimane di riprese che si sono snodate lungo diverse località. Tra i luoghi visitati figurano Crotone, Isola Capo Rizzuto, Cutro, Botricello e Lamezia Terme. Qui le inquadrature privilegiano spiagge selvagge, scogliere, colline e scorci di borghi che testimoniano una bellezza sia aspra sia intima. Questa geografia accompagna il viaggio di Simone e della sua famiglia, sottolineando tensione e speranza lungo una fuga che si svolge proprio sulle coste calabresi.

I luoghi come specchio dei personaggi

Per il regista Luca Brignone la Calabria non è solo uno scenario esteriore ma una discesa dentro i drammi dei protagonisti: la vastità del mare e l’isolamento dei paesini diventano lo specchio delle emozioni di Simone e Stella. Il camper, visibile in molte scene, assume un ruolo simbolico come organismo mobile che rappresenta precarietà e ricerca di salvezza. In questo modo il territorio dialoga col racconto, contribuendo al ritmo e alla tensione della trama.

Produzione, squadra e impatto sul territorio

Le riprese hanno coinvolto più di cento professionisti locali, evidenziando un investimento produttivo sul territorio calabrese. La collaborazione con la Calabria Film Commission ha facilitato le autorizzazioni e l’organizzazione logistica necessaria per montare un set a cielo aperto efficiente. Il cast comprende, oltre a Miriam Dalmazio e Filippo Scicchitano, attori come Francesco Arca e Laura Cravedi, che interpretano ruoli centrali nella vicenda: Valerio, un dirigente che ostacola Stella, e Alessia, ex moglie di Simone, che insieme alla figlia Giada vive la fuga e il rischio.

La formula narrativa unisce il ritmo del crime alla dimensione umana dei personaggi: una borsa di denaro rubata diventa l’innesco di una catena di eventi che mette in moto inseguimenti, scelte morali e rapporti personali complicati. Grazie alla scelta di location reali e a una scenografia attenta, La buona Stella offre sia un racconto avvincente sia una vetrina per luoghi spesso poco esplorati dalla fiction italiana.

Autore

Bianca Marchesi

Bianca Marchesi ha pubblicato un’inchiesta dopo aver convinto l'ufficio comunale di Genova a rilasciare verbali, sostenendo una posizione editoriale provocatoria sulle politiche urbane. Editorialista urbana, conserva un archivio fotografico delle piazze genovesi come quaderno personale.